Il piromane dei Suv resta in carcere


©Trc-TelemodenaMODENA, 11 APR. 2009 – Resta in carcere, anche se il Gip non ne ha convalidato l’arresto, il giardiniere di 44 anni accusato di essere il piromane dei suv. Il giudice Meriggi ha infatti confermato la misura cautelare per i "gravi indizi" che peserebbero su almeno cinque dei dodici incendi che vengono contestati all’uomo. I suoi legali, Enrico Fontana e Antonio Baldini, hanno già annunciato il ricorso al Tribunale della Libertà. Il 44enne sarebbe dunque responsabile dei due incendi appiccati il 26 gennaio e il 16 marzo nelle due sedi di Rinatura di Modena e di Sassuolo, una cooperativa sociale che si occupa della manutenzione del verde: il presunto piromane vi ha lavorato fino alla fine dello scorso anno, quando è stato licenziato per dissidi con il presidente e i colleghi. Il desiderio di vendetta rappresenterebbe quindi il movente del suo gesto. Per il giudice del Tribunale di Modena, il giardiniere sarebbe responsabile anche dell’incendio del 12 marzo in via Stella, che si trova a due passi da casa sua, e di quello di via dei Servi del 19 marzo che ha danneggiato anche la facciata dell’istituto d’arte Venturi. In quest’ultimo caso le telecamere del mercato Albinelli hanno ripreso una persona la cui fisionomia corrisponderebbe a quella dell’uomo ora in carcere, a cui viene contestato anche l’ultimo incendio, quello di via Lambrakis: le telecamere piazzate dagli investigatori davanti alla sua abitazione confermano l’ora di uscita e di rientro, tre e cinque del mattino, compatibili con l’orario in cui è stato appiccato il fuoco. "Gravi indizi" scrive nell’ordinanza il gip, che ora passeranno il vaglio del Tribunale della Libertà.

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