Il piano regionale di sviluppo rurale


Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio, rendendo più virtuoso l’uso di acqua e energia nell’agricoltura e nel settore alimentare e favorendo l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti e materiali di scarto. Se n’è parlato alla Fiera di Rimini Ecomondo Key Energy, al convegno “PSR: opportunità tra clima ed energia” organizzato da Confagricoltura Emilia Romagna e Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, e dedicato alle possibilità di investimento per le aziende agricole derivanti dalla programmazione dello sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 e dai regimi di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare sono state presentate, nel nuovo quadro strategico delle politiche sul Clima e l’Energia, le misure specifiche che la Regione Emilia Romagna ha dedicato nel Piano di Sviluppo Rurale alle agroenergie, all’efficienza energetica, all’assorbimento di CO2, alla riduzione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca. <I 24 milioni di euro stanziati dal nuovo Piano regionale di Sviluppo Rurale per gli imprenditori delle energie rinnovabili, sono un segnale positivo ma ciò che il comparto chiede, ora, è di dare continuità alla programmazione anche nel lungo termine perché questo tipo di investimenti – ha dichiarato il responsabile Agroenergie di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Alberto Mazzoni – spesso si affronta con importanti finanziamenti bancari che necessitano di anni di lavoro per essere ripagati>. Il riferimento di Mazzoni è chiaro: sono centinaia gli imprenditori emiliano romagnoli ancora in attesa di un responso della Corte Costituzionale in merito al ricorso presentato da Confagricoltura e Assorinnovabili contro la misura contenuta nell’articolo 26 del decreto Competitività – diventato la legge 116 dell’11 agosto scorso ossia lo “spalmaincentivi” – che di fatto ha negato gli incentivi già pattuiti per le fonti fotovoltaiche. <Apprezziamo lo sforzo della Regione Emilia Romagna per sostenere il settore, auspicando però – prosegue Mazzoni – che in sede di revisione, si tenga conto delle effettive necessità e volontà delle imprese sulle Agro Energie e sulla efficienza energetica, tenendo conto dell’evoluzione del quadro normativo>.

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