Il pestaggio di Emmanuel Bonsu, rinviato il processo ai vigili


PARMA, 8 OTT. 2009 – Sono bastati pochi muniti al Gup Maria Cristina Sarli per decidere di rinviare l’udienza preliminare del procedimento contro i dieci vigili accusati del pestaggio di Emmanuel Bonsu. Sin dalle prime battute è stata rilevata l’assenza della cartolina di ritorno delle notifiche indirizzate ad alcuni degli agenti indagati, ad alcuni dei legali che li assistono e ad uno dei minori di nazionalità italiana che risultano parti offese nel processo. Il difetto di notifica avrebbe potuto comportare la nullità assoluta dell’udienza preliminare, per questo motivo l’udienza è stata posticipata al 13 novembre. Il ragazzo ghanese di 22 anni era stato arrestato per errore il 29 settembre 2008 durante una operazione antidroga condotta dalla polizia municipale di Parma. Nel comando di via del Taglio, otto agenti, un commissario capo e un ispettore lo hanno selvaggiamente picchiato, umiliato e offeso chiamandolo ‘negro’. "Abbiamo l’intenzione di costituirci parte civile e chiedere che il Comune di Parma venga riconosciuto responsabile civile nel procedimento", ha detto Lorenzo Trucco, che assieme a Maria Rosaria Nicoletti assiste Emmanuel Bonsu nel giudizio. "E’ difficile quantificare oggi il danno subito dal nostro cliente – hanno spiegato i legali di Bonsu – non è infatti ancora possibile stabilirne l’entità. Stiamo terminando una serie di accertamenti e la questione, per molti aspetti, si presenta delicata". Emmanuel Bonsu, in seguito al colpo ricevuto all’occhio sinistro, ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico maxillo-facciale, eseguito all’ospedale Maggiore di Parma un paio di settimane dopo l’arresto da parte dei vigili. Ma il danno fisico si accompagna ad un disagio psicologico che i suoi legali qualificano come "difficoltà di rapporti" con altre persone che non siano i suoi familiari. Nessuno degli imputati – otto agenti, un commissario capo e un ispettore – era presente all’udienza. I vigili urbani coinvolti – che non erano presenti in aula – sono accusati a vario titolo in concorso di sequestro di persona, falso ideologico e materiale, lesioni, abuso d’ufficio e brutalità.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet