“Il Pd usa il biotestamento per la lotta politica interna”


BOLOGNA, 18 OTT 2009 – Dopo aver attaccato domenica scorsa la giunta regionale per la sua posizione sulla pillola abortiva Ru486, l’inserto domenicale dell’Avvenire ‘Bologna Sette, curato dall’Arcidiocesi di Bologna, tuona contro l’ipotesi di istituire registri per il biotestamento a livello comunale, ventilata da numerosi Comuni emiliano-romagnoli, non ultimo quello di Bologna. "L’istituzione di un registro sul ‘fine vita’ non risponde a un’esigenza di cui si devono fare carico gli enti locali", afferma l’Arcidiocesi, ricordando come a Bologna "sarà votata a breve in Consiglio comunale la proposta di ospitare presso l’anagrafe un registro dei testamenti biologici". Nella nota, affidata al giurista Paolo Cavana e intitolata ‘Un testamento che non si addice ai Comuni’, la diocesi guidata dal card. Carlo Caffarra sostiene che questa "sembra l’ennesima conferma della volontà della principale componente della maggioranza consiliare – qui a Bologna come già avvenuto a Firenze – di essere disposta a strumentalizzare tutto, anche questioni attinenti scelte personalissime dell’individuo, a meri fini di lotta politica interna. "Non c’é infatti bisogno di ricordare – continua Cavana – l’imminente scadenza congressuale del partito politico che ha presentato questa proposta e le evidenti implicazioni che essa comporta nel posizionamento di alcune sue componenti nel dibattito interno". Bologna Sette auspica che il Pd cittadino "abbia un sussulto e sappia dimostrare di saper distinguere le ragioni della politica da quelle del rispetto della persona umana, evitando di piegare quest’ultima al desiderio di maggiore visibilità di alcune sue componenti interne". LA REPLICA – Replica il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Sergio Lo Giudice: "L’assenza nel corsivo di osservazioni nel merito, ma solo qualche puntualizzazione di tipo formalistico, sono la miglior conferma della positività della nostra proposta avanzata all’unanimità dal gruppo Pd di palazzo d’Accursio. La proposta si conferma così in piena sintonia con le sensibilità dei bolognesi".

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