Il Pd perde la testa


BOLOGNA, 17 FEB. 2009 – Dopo la sconfitta in Sardegna, il segretario del Partito democratico Walter Veltroni annuncia le sue dimissioni. Il coordinamento nazionale le respinge ma lui le conferma. Al centrodestra non sembra vero e già c’è chi sogna di ripetere a Bologna l’exploit sardo dei berlusconiani.Secondo il deputato forzista Giuliano Cazzola: "Dopo la splendida vittoria in Sardegna speriamo che Silvio Berlusconi si occupi di Bologna, dove è possibile un altro successo del centro destra ed un’ altra devastante sconfitta per la sinistra".SEGRETARI PD DEL NORD: CONFERENZA SEGRETARI REGIONALI"E’ necessario ed urgente convocare rapidamente la Conferenza dei segretari regionali per concordare le scelte e le decisioni che andranno assunte": così, in una dichiarazione congiunta, I segretari del Pd di Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Umbria e Toscana (Salvatore Caronna, Maurizio Martina, Sara Giannini, Maria Pia Bruscolotti e Andrea Manciulli) commentano la "fase delicata" aperta nel partito dalle dimissioni di Walter Veltroni. "La decisione di Walter Veltroni – rilevano – è un gesto di rara e grande generosità nei confronti del progetto del Partito Democratico. Si tratta di una scelta difficile e dolorosa che dimostra una passione civile e morale di altissimo livello. In questo momento vogliamo rinnovargli la nostra stima e il nostro ringraziamento per l’impegno che ha saputo promuovere nel lavoro di nascita e costruzione del Partito Democratico. Ora si apre una fase particolarmente difficile, complessa e delicata. Per queste ragioni è indispensabile coinvolgere tutte le realtà territoriali nella definizione del percorso di gestione e di rilancio del Partito". E convocare dunque subito la Conferenza dei segretari regionali del Pd per concordare le scelte.MODENA: IL PD E’ UNITO"Il Partito democratico modenese c’é, è in campo e farà la sua parte. L’unità del gruppo dirigente, il radicamento nella società e tra la gente rimane la cifra del partito modenese": così il segretario del Pd di Modena, Stefano Bonaccini, auspicando "uno sbocco positivo in tempi rapidi" per la fase delicata aperta nel partito dalle dimissioni di Walter Veltroni. "E’ proprio da qui – aggiunge – da questo modo di essere del partito a Modena, che può venire il nostro contributo alla soluzione del problema anche a livello nazionale". "Auspico che ora prevalga il buon senso e la responsabilità in tutto il gruppo dirigente perché in tempi rapidi ci sia uno sbocco positivo che ci rimetta in campo come partito e come opposizione nel Paese, anche e soprattutto in vista delle prossime scadenze elettorali di giugno". Bonaccini ha anche ringraziato Veltroni "per quanto ha fatto per la nascita del Pd: la sua generosità e la passione con cui ha animato questo progetto politico sono fuori discussione. E’ anche grazie a lui se oggi, con le sue dimissioni, non viene comunque meno la ragion d’essere del partito".REGGIO EMILIA: UNA SCOSSA PER IL PARTITO"Mi dispiace moltissimo per la decisione presa da Walter Veltroni di rassegnare le dimissioni. E’ un gesto estremo motivato da grande responsabilità nell’intento di salvare il progetto del Pd, di cui Veltroni è stato uno degli ispiratori più originali e fervidi da tempo immemorabile". Veltroni rimette il mandato dopo la pesante sconfitta del Pd e del centrosinistra in Sardegna. Il commento del segretario provinciale Giulio Fantuzzi arriva in serata: "Credo di poter esprimere a nome di tutti i democratici reggiani un grande apprezzamento per la generosità che Veltroni ha saputo dimostrare in un periodo difficilissimo per la politica italiana e per la stagione delle riforme. Il Pd resta più che mai l’unica alternativa credibile per rilanciare questo Paese, innovarlo e portarlo fuori da una crisi economica, politica ed istituzionale senza precedenti". La conclusione di Fantuzzi è una speranza: "Mi auguro davvero che questo scelta così impegnativa di Walter serva a dare una scossa all’intero partito e a far ritrovare a tutti i suoi dirigenti, dal vertice alla periferia, quell’unità e quella coesione da tutti auspicata e fin qui troppo raramente praticata".

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