Il pastificio Ghigiraddoppia l’occupazione


RIMINI, 8 MAG. 2013 – Poco più di cinque anni fa aveva rischiato di sparire dalle tavole italiane a da quelle di mezzo mondo. Ma dopo il fallimento del dicembre 2007, lo storico pastificio Ghigi fu rilevato da un cordata di consorzi agrari, capeggiata dal consorzio dell’Adriatico (che copre il territorio da Forlì-Cesena ad Ascoli), che nel pieno della recessione mondiale ha deciso di sfidare la crisi puntando su innovazione, qualità e integrazione di filiera tra agricoltura e industria. Il risultato è stato un piccolo miracolo, perché nell’Italia del tasso di disoccupazione a due cifre, il pastificio Ghigi ha salvaguardato il posto di 36 lavoratori della precedente gestione e assumendo 42 nuovi dipendenti, mentre altri 18 verranno assunti nei prossimi due anni. Il nuovo pastificio è stato inaugurato oggi a San Clemente, nel riminese, dal presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, dal presidente di Ghigi, Filippo Tramonti, e dal vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi. L’idea-guida del nuovo management è stata la realizzazione di una pasta fatta con il 100 per cento di grano italiano. Nel panorama italiano si tratta di un progetto controcorrente, che si avvale del controllo della filiera da parte degli agricoltori, tramite i consorzi agrari coinvolti. E’ nato così un modello di filiera integrato tra agricoltura e industria unico nel suo genere, con gli agricoltori di almeno tre regioni (Emilia Romagna, Toscana, Marche) impegnati a fornire il grano necessario allo stabilimento, con la garanzia di un ritorno economico in base alla qualità del prodotto.

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