Il Parmigiano Reggiano s’impenna


BOLOGNA, 25 GEN. 2011 – Per il Parmigiano Reggiano la ripresa esiste. Lo dice un dato su tutti, quel 19% di incremento di prezzo rispetto al 2009. Le prospettive di mercato per il re dei formaggi sembrano oggi del tutto diverse da quelle deprimenti degli ultimi tre anni, caratterizzate da una flessione produttiva e da quotazioni al di sotto dei costi. Proprio su questo fronte, quello delle contrattazioni della materia prima, il latte, per la prima volta dopo un quarto di secolo si torna a discutere dei prezzi delle forme ancora da produrre. MUNGITURA FUTURA "Era dal 1984 – ha detto il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai, in una conferenza stampa a Bologna in cui ha presentato il consuntivo 2010 – che non venivano fatte contrattazione sul latte ancora da mungere. Già in questo inizio 2011 ci sono prenotazioni del prodotto fino a metà anno". IL SEGRETO DI QUESTO SUCCESSO Il trend positivo che ha fatto ritornare dopo sette anni (era dal 2003 che non si raggiungevano le quotazioni di quest’anno) il sorriso ai produttori è stato determinato, secondo i dirigenti del consorzio, da una serie di fattori, primo tra tutti l’andamento delle esportazioni, cresciute nel 2010 del 12%, che ha abbondantemente compensato la lieve flessione (-1,2%) dei consumi interni. Il secondo fattore – ricordano al consorzio – è stato il ritiro dal mercato da parte dell’Agea (agenzia per le erogazioni in agricoltura) di 88 mila forme nel 2009 e di 34 mila nel 2010, che, con il ritiro della forme da parte dello stesso consorzio, ha portato a togliere dal mercato nazionale quesi 300 mila forme. In questo modo a novembre scorso le scorte di Parmigiano Reggiano sono del 13,3% sull’anno precedente, nonostante il leggero aumento del 2,44% della produzione del 2010 che ha portato il numero delle forme a 3.018.260, una produzione allineata a quella del 2008 e in crescita di appena 72 mila forme rispetto al 2009. Il risultato positivo è stato determinato anche da un maggiore raccordo tra il Consorzio e i produttori.COME TI STABILIZZO IL SETTORE "Nel 2010 – ha detto Alai – abbiamo adottato un nuovo statuto e preso decisioni che consentono una maggiore coesione sul piano della programmazione delle produzioni in modo da stabilizzare il settore e assicurare risultati economici migliori per gli associati". Sempre nel 2010 sono state prese anche decisioni che tutelano maggiormente la qualità del prodotto e quindi i consumatori. "Di particolare interesse – ha spiegato il presidente – è la decisione approvata dall’Unione europea di limitare il confezionamento del prodotto solo nella zona di produzione in modo da agevolare i controlli sulle possibili frodi".PREZZI IN RISALITA A fine 2010 i prezzi del Parmigiano Reggiano sono risaliti a 9,14 euro al Kg, con un incremento del 19% sull’anno precedente e del 23,5% sul 2008, quando la media risultò del 7,40 euro/Kg. "Il nostro obiettivo – ha detto Alai – è arrivare ad una stabilità di prezzo, senza forti oscillazioni, negative per il mercato e per i produttori. Per il 2011, se l’attività dei 388 caseifici rimarrà in linea con la programmazione, ci auguriamo di poter contare su prezzi medi di 10,50/11,00 euro/Kg".VERSO LA CINA Confortato dall’andamento positivo dell’export, il Consorzio in collaborazione con Ambrosetti Group ha cominciato a studiare il mercato cinese. La quota di produzione di Parmigiano affidata all’export (cresciuto in un anno del 12%) è del 30%. incrementi record (+30%) si sono registrati negli Usa, che rappresentano il secondo mercato dopo la Germania. Bene il Giappone (+20%), mentre nella UE la crescita è stata dell’8,9%, del tutto analoga a quella del 2009.

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