Il nuovo presidente Unindustria Bologna: non firmeremo l’accordo regionale


30 GIU. 2009 – Anche il nuovo presidente di Unindustria Bologna, l’appena eletto Maurizio Marchesini, conferma che gli industriali non hanno nessuna intenzione di firmare l’accordo regionale anti-crisi. Niente dialogo diretto quindi con le parti sociali, anzi il preannuncio di licenziamenti in autunno, anche se Marchesini promette di attuarne il meno possibile. Un autunno quindi che si preannuncia molto caldo.“C’è una stabilizzazione della crisi, non la ripresa e temiamo un autunno abbastanza pesante. Quindi dobbiamo lavorare perché i problemi non diventino troppo gravi”. Ha esordito così il nuovo presidente di Unindustria Bologna, Maurizio Marchesini, incontrando i giornalisti all’indomani del suo insediamento. "Finora il numero dei licenziamenti è stato molto basso e cercheremo di fare il possibile per stare al livello più basso anche se a volte sarà indispensabile", e c’é l’impegno a impiegare "tutti gli ammortizzatori sociali utilizzabili".Marchesini conferma che Unindustria non firmerà l’accordo anticrisi siglato in Regione ("conteneva richieste che non avremmo potuto accettare), "ma questo non vuol dire alzare steccati incolmabili con i sindacati". "Con la Fiom (a fine anno scade il contratto dei meccanici, il 60% delle aziende della provincia, ndr) i rapporti non sono cattivi, è un momento difficile anche per i sindacati e, senza confondere i ruoli, siamo tutti sulla stessa barca". Se dunque l’obiettivo prioritario è stare vicino alle aziende per traghettarne al di là della crisi il più alto numero possibile, Marchesini mette l’accento su altri temi, a cominciare dal rapporto con il comune e con le altre istituzioni. "Molto dipenderà da come si muovono, ma i primi accenni sono ottimi. Noi siamo disponibili a collaborare, ma guardiamo ai fatti". Ed i fatti che Marchesini vorrebbe vedere nei due anni della sua presidenza hanno almeno tre nomi: infrastrutture, città metropolitana e piano strategico.Sulle prime ricorda il Passante nord, il Nodo di Casalecchio, quello di Rastignano ed il Civis. "Meglio un progetto non perfetto, ma che sia realizzato", puntualizza pensando in primis al Civis. Sul piano strategico "Delbono mi sembra d’accordo. Si tratta di decidere insieme che sviluppo avrà questa città ed una volta deciso, lavorare tutti per lo stesso obiettivo". Poi la città metropolitana intesa come strumento di efficienza per il governo del territorio. Infine il tema del credito. Domani Marchesini incontrerà, nella sede di Via San Domenico, una ventina di istituti di credito per "chiedere maggiore apertura" per le imprese. "Non evidenzieremo solo i mal di pancia – ha spiegato Marchesini – ma vogliamo davvero porre il problema perché la questione delle liquidità è centrale per le aziende".

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