Il nuovo Bologna nasce a Carpi


BOLOGNA, 12 MAG. 2011 – Sarà una piccola Carpi a Bologna o una piccola Bologna a Carpi? Qui si vuole parlare del Bologna calcio della prossima stagione, in direzione della quale sono iniziate non da oggi le grandi manovre. Prima di spiegare il dubbio di apertura, va sottolineato che tutto quanto qui scritto può evaporare in zero secondi se i rossoblu non eviteranno l’onta della B. Allora, perché questo incrocio tra Bologna e Carpi? Facile. Perché il vice presidente Setti (abbigliamento Manila Grace) è delegato alle questioni tecniche in seno alla società e, in tale veste, sta facendo la corte a Salvatore Bagni per averlo presto a fianco come uomo-perno del mercato estivo in una prospettiva pluriennale. Ambedue sono di Carpi ed ecco entrare in scena il dilemma già detto. Senza contare, ma non è secondario, che anche Federico Casarini, uomo di centrocampo praticamente titolare in squadra, è carpigiano di nascita e di residenza. Quindi rafforza non poco l’accoppiata citata.Le grandi manovre sono iniziate su tutti i versanti. In società il presidente Guaraldi farà anche l’ad, Roberto Zanzi da Ravenna il direttore generale gestionale e un uomo di banca, transitato addirittura per la Ferrari, si occuperà dei conti, del loro controllo e del settore spese. Ma nulla ancora è ufficiale a proposito del cambio in panca o meno. E non è vuoto da poco. Si chiacchiera ora più che altro di Pierluigi Bisoli, anche lui prodotto pressoché locale provenendo da Porretta Terme, ma con scarsa esperienza di A sulle spalle.  Mentre Malesani sembra sull’uscio verso la partenza, ma non ne saremmo così sicuri. Certo che l’Alberto nostro in poche settimane si è giocato molte simpatie e non sono ancora chiari i come e i perché. C’è che dice che da un pezzo meditava di cambiare aria. Ma cosa c’è di peggio che cambiare aria lasciandosi alle spalle una scia di sconfitte ripetute, spettegolate fino all’ansia di una salvezza aritmetica solo in extremis? C’è che dice che lo spogliatoio rossoblu sia deflagrato dopo il nuovo contratto a Di Vaio e il niente per diversi altri. Ma è proprio un affare cambiare eventualmente casacca avendo subito numerose sconfitte non dignitose e senza reali spiegazioni? Forse, se le cose stessero così, il dg Stefano Pedrelli, professionista capace, non poteva avvertire i dirigenti che una insidia del genere (lo scontento in squadra) andava assolutamente evitata? Ancora, c’è chi dice che i giocatori sono stanchi, ma sembra fondata come giustificazione al pari di quella dei ragazzini che parlano alla prof della malattia di una zia per dire che non sono preparati. Le partite giocate dal Bologna non sono le stesse di ogni altra squadra, 38 in tutto, le stesse previste all’inizio? Pare infantile e ridicola una scusa del genere, a meno che non si aggiunga che i rossoblu sono fisicamente meno validi degli atleti delle altre squadre. Insomma, si fa una bella fatica a credere in queste arrampicate sugli specchi. Rimane che il Bologna ha perso male 5 volte di seguito e che alla sesta, contro il Parma, ha raggiunto un pari silenziosamente ma tranquillamente concordato. Un finale di stagione in fortissimo calando, senza reali spiegazioni, al punto che prima a Firenze e poi in casa contro il Bari, occorre fare almeno un punto per rimanere su. Un epilogo inaspettato fino a marzo, un imbuto in cui si sono cacciati l’allenatore e i giocatori e da cui ora tocca a loro e solo a loro cavarsi fuori.

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