Il nuovo Bologna al via sotto i migliori auspici


BOLOGNA, 1 SET. 2010 – Altre 24 ore bollenti per il Bologna. Tra lunedì sera e martedì pomeriggio sono andati in scena due eventi molto importanti.La partita Bologna-Inter in un clima sospeso e dagli strani contorni e l’ultima giornata di mercato,attesa ansiosamente da queste parti.                  Il pareggio a reti inviolate con cui si è conclusa la partita è stato una bella sorpresa per gli sportivi bolognesi. A parte infatti la entusiastica cornice del Dall’Ara, nessuno avrebbe scommesso più di tanto sulla divisione della posta. Troppo forte l’Inter, reduce da una stagione trionfale, con la panca sì cambiata ma con la squadra confermata. Troppo lontano da simili standard il Bologna, un Bologna che aveva vissuto anche i concitati momenti dell’esonero di Colomba al termine della preparazione e che si presentava con molte facce nuove, tra campo e panchina. Ma il risultato non fa una grinza. I rossoblu hanno retto benissimo il confronto specie nel primo tempo. E pure la ripresa non è stata un disastro, anzi ha potuto mettere in mostra un undici ordinato ed attento, preziose qualità quando la classe e i valori tecnici sono distanti da quelli degli antagonisti. Soprattutto il Bologna è stato generoso, capace di non abbassare mai la guardia, di trovare forza e coraggio per controbattere anche nel secondo tempo grazie al lavoro di tutti i suoi, senza dimenticare comunque una citazione per Viviano Mudingayi e Casarini. Bene anche i nuovi Ekdal, Rubin, Esposito e Garics. Ma è l’insieme che ha colpito in maggior misura, esprimendosi senza complessi ad imbrigliare un avversario tanto più dotato. I nerazzurri in realtà hanno fatto poco, se si considera un reparto avanzato con Eto’o, Milito e Pandev orchestrati da Snejder. Forse la stanchezza o la forma approssimativa hanno fatto vedere una squadra non perfetta che si è ridotta ai lanci lunghi e che nella ripresa ha cozzato troppo contro la calibrata difesa bolognese senza ottenere nulla siccome gli stessi sostituti, Coutinho e Bjabani, non hanno certamente brillato, anzi. Come non ha brillato l’arbitro Valeri, che ha lavorato all’insegna della sudditanza psicologica. Graziando della seconda ammonizione per un mano plateale Snejder in avvio di ripresa e assegnando alla fine un recupero di 6 minuti non giustificato da nulla, un recupero mai visto sui nostri campi quando non avvengono fatti fuori dall’ordinario.                Alla fine del mercato ecco giungere finalmente a Bologna il nazionale dell’Uruguay Perez e il serbo ex Atalanta Radovanovic. Un buon suggello ad una campagna quale da queste parti mai si era verificata. Quanto il totale dei movimenti possa tonificare le prestazioni della squadra lungo il torneo ormai avviato è l’incognita maggiore davanti a tutti. Il materiale umano è certo quantitativamente sufficiente per combinare reparti ed attitudini e per orientare moduli e scelte tecniche. Manca qualcosa in attacco, o forse più di qualcosa. Ma ora è giocoforza attendere gennaio se non si vuole operare sull’estero, col mercato ancora aperto per qualche giorno. Occorre anche fortuna, sia per la fusione dei giovani con gli esperti, sia per le scuole diverse di provenienza, sia per le esperienze personali dei 15 nuovi giocatori ingaggiati. Ora come ora il bilancio appare positivo, questo va detto. Le ulteriori risposte possono venire solo dal proseguio della stagione e da quanto la stessa metterà in evidenza.Senza dimenticare peraltro un aspetto fondamentale. Ad ore la dirigenza bolognese annuncerà il nome del nuovo allenatore, un personaggio e un incarico che non possono non essere cruciali per il Bologna 2010-2011, per la nuova proprietà, per il mondo variegato della comunicazione e, se permettete, soprattutto per i tifosi e gli sportivi rossoblu che, nel loro insieme, sono sempre stati così vicini ai colori del cuore e che meritano ampiamente di vedere finiti i tempi delle illusioni e dei patemi continui.Cioè quelli del quart’ultimo posto acciuffato in extremis, molte volte senza capire nemmeno come.

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