Il made in Emilia Romagna spopola in Iran e Sudafrica


BOLOGNA, 23 NOV. 2010 – Da quando è cominciata la crisi, i dati dell’export sono quasi sempre tra i meno foschi. Almeno per quanto riguarda l’economia emiliano romagnola. Anche dando un’occhiata all’ultimo aggiornamento trimestrale del monitoraggio sui distretti industriali della regione, si può addirittura tirare qualche sospiro di sollievo per qualche settore produttivo. Secondo il servizio studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo e Cariromagna, nel secondo trimestre del 2010 l’export dell’Emilia Romagna ha visto tassi di crescita sostenuti per le esportazioni in Turchia (+53,4%), Hong Kong (+30,5%), Iran (+81,2%) e Sudafrica (+81,2%).A chiudere con segno positivo sono stati otto distretti su quattordici. E gli incrementi più forti, superiori al 30% (tendenziale), lo registrano i mobili imbottiti di Forlì e l’abbigliamento di Rimini. Si conferma inoltre la ripresa delle piastrelle di Sassuolo, primo distretto della regione per volume di export, dopo un biennio difficilissimo.Cresce anche il numero dei mercati; si conferma il buon andamento delle vendite sui mercati di Cina e India (che hanno sostenuto l’export nelle fasi più acute della crisi); e si consolidano i segnali di recupero sui mercati di sbocco tradizionali, come Francia e Germania, in crescita.Ma se ci sono luci, ci sono anche ombre. L’Emilia-Romagna mostra un recupero più difficile e lento rispetto alla media distrettuale italiana: 4,4% tendenziale contro il 13,8% della media italiana nel secondo trimestre 2010. Soffrono su tutti, la maglieria e abbigliamento di Carpi, e la meccanica. Quest’ultimo settore, duramente colpito dalla crisi, nonostante stia mostrando un sensibile recupero a livello nazionale, solo parzialmente riuscirà a compensare nel breve periodo le perdite subite. L’export dei primi sei mesi del 2010 di macchine agricole di Modena e Reggio Emilia e di quelle per il legno di Rimini si posizionano su valori inferiori al 40% rispetto allo stesso periodo 2008.Rimane inoltre critica la situazione del mercato del lavoro: cala la cassa integrazione ordinaria, ma continuano a crescere le richieste per quella straordinaria ed in deroga.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet