Il Made in Emilia-Romagna alla conquista della Russia


BOLOGNA, 8 SET. 2009 – Le piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna, pur dovendo fare ancora i conti con la crisi, provano a reagire e cercano nuovi spazi. E’ il caso del comparto moda, peraltro uno dei più colpiti, che si dimostra anche uno dei più reattivi proponendosi con prodotti di alta qualità sui mercati esteri. E ricevendo risposte piuttosto interessanti, soprattutto dalla Federazione Russa. Aver consolidato presenza e commesse sul mercato russo rappresenta oggi un’iniezione di fiducia che consente alla filiera della moda di continuare ad investire in direzione dell’export nell’area ex sovietica, con importanti prospettive ad esempio, in Kazakistan ed Ucraina. E’ quindi in un’ottica di crescita che CNA Federmoda Emilia Romagna ha organizzato in questi giorni una missione imprenditoriale a Mosca che coinvolge 20 imprese della regione, partecipando a Collection Premiere Moscow (6 – 9 settembre), Fiera internazionale di primaria importanza che si tiene due volte all’anno a Mosca; la sede ideale per favorire gli incontri con gli operatori russi della distribuzione, gli importatori e i buyers che decidono la tipologia di prodotto da collocare nelle boutique non soltanto di Mosca e San Pietroburgo ma in tutta la Federazione Russa.Si tratta di un’azione promozionale  del Made in Italy in Russia sostenuta dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Emilia-Romagna.”Tra gli obiettivi di questa nostra presenza – spiega Isabella Angiuli, responsabile internazionalizzazione CNA Emilia-Romagna – c’è anche quello di valorizzare il nostro distretto produttivo in Russia, che si riconferma importante mercato di sbocco per i prodotti moda emiliano-romagnoli, puntando le imprese oltre che su creatività e design, anche sull’alto contenuto manifatturiero che la nostra regione è in grado di esprimere.  Le imprese del Made in Italy hanno un posizionamento privilegiato nell’opinione del potenziale cliente pur non avendo marchi conosciuti. È su questo che occorre puntare”. Nonostante in Russia gli effetti negativi della crisi internazionale si siano fatti sentire pesantemente, le esportazioni di abbigliamento e calzature made in Italy non hanno infatti conosciuto battute d’arresto e le imprese artigiane hanno continuato a fare la spola tra Bologna e Mosca. “E’ in Russia – spiega Antonio Franceschini, segretario di CNA-Federmoda – che finisce oltre il 20% delle esportazioni di abbigliamento emiliano – romagnolo, vero leader di quel mercato grazie all’alta qualità dei propri prodotti e a prezzi competitivi”.Il rapporto ICE Istat 2008-2009 conferma che l’Emilia Romagna ha mantenuto nel 2008 un tasso di crescita delle esportazioni positivo, seppur con un rallentamento rispetto all’anno precedente. Nel tessile-abbigliamento, dove alta è la specializzazione regionale, si è evidenziata una certa stabilità sui mercati internazionali, e la crescita della domanda nella Federazione Russa, così come quella proveniente da Francia e Svizzera, ha compensato il dato negativo del mercato spagnolo e di quello britannico.La crisi ha comportato una inevitabile selezione degli operatori così come una importante ristrutturazione del settore della distribuzione, in particolare di quella del lusso. “Per evitare che ciò potesse tradursi in un calo degli ordinativi – prosegue Franceschini – come CNA abbiamo suggerito alle imprese di attivare alleanze strategiche con i propri partner commerciali, testandone anche la serietà e venendo incontro alle esigenze di liquidità del cliente. In questo modo è stato possibile consolidare il rapporto cliente – fornitore e non perdere le commesse. Grazie al sostegno e alla consulenza dei più accreditati analisti internazionali, le nostre imprese hanno continuato a crescere in questa area sia in termini di volumi che di fatturato”.

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