Il lavoro nero, malpagato e ricattato dei migranti. Ne discute la Cgil


REGGIO EMILIA, 19 FEB. 2011 – Come viene prodotto il cibo che state mangiando? A questa domanda vuole rispondere il dibattito organizzato dalla Cgil di Reggio Emilia giovedì 24 febbraio 2011. Una riflessione che partirà dalla presentazione del libro-inchiesta "Voi li chiamate calndestini", scritto dai giornalisti siciliani Laura Galesi e Antonello Mangano. Un’inchiesta da Castel Volturno a Foggia, da Rosarno a Cassibile, sulle terribili condizioni di vita e di lavoro dei migranti. “I mandarini e le arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono” . Con questo slogan lanciato a un anno di distanza dalla rivolta degli immigrati a Rosarno in Calabria, centinaia di lavoratori stagionali hanno voluto scendere in strada, in particolare per i diritti di tutti i migranti sfruttati che vivono in condizioni di semischiavitù che si consumano soprattutto durante i cicli stagionali dell’agricoltura nel Sud del nostro Paese.L’incontro del 24 febbraio, ore 14,30, in via Roma presso la sede della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, è l’occasione non solo per presentare il volume insieme alla coautrice Laura Galesi, ma anche per discutere delle connessioni economiche e sociali che le filiere produttive sfruttatrici di migranti hanno con i mercati del Nord. Al dibattito saranno presenti la segretaria nazionale Flai Cgil Stefania Crogi e il segretario generale Camera del lavoro territoriale di Reggio Emilia, Mirto Bassoli. Coordina il dibattito: Giovanni Tizian, giornalista, Associazione Da Sud. Introducono: Mauro Nicolini, segretario provinciale FLAI CGIL e Maria Nella Casali, Coordinatrice Camera del Lavoro Reggio Sud.

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