Il laboratorio che rendepiù sicura la ricostruzione


MODENA, 8 MAR. 2013 – Passa anche da qui la ricostruzione post terremoto. Dal Laboratorio Tecnologico Emiliano, unica realtà provinciale autorizzata dal ministero delle Infrastrutture a verificare e certificare i materiali da costruzione: calcestruzzo e acciaio, ma anche mattoni e malta. Un passaggio obbligatorio dal 1971 per ogni nuova opera e necessario anche in caso di adeguamento sismico per quelle di interesse strategico, come previsto da un’ordinanza del 2003. Da qualche mese, però, l’attività del Laboratorio si svolge anche nei cantieri degli edifici colpiti dal sisma, come il Condominio Circonvallazione Sud di Mirandola che abbiamo visitato assieme al responsabile commerciale Giuseppe Mascolo.Oltre ai carotaggi, esempio di prove distruttive, in cantiere si effettuano anche le prove non distruttive, sclerometriche e ultrasoniche, e quelle semidistruttive, strappi eseguiti sul calcestruzzo laddove non è possibile estrarre la carota.Dopo la fase di prelievo sul campo, il lavoro prosegue in laboratorio, testando la qualità e la vulnerabilità sismica dei materiali nel corso di tre specifiche operazioni.Solo in seguito a queste prove il direttore dei lavori può procedere. Il contributo del Laboratorio Tecnologico Emiliano e la sua trentennale esperienza sono dunque fondamentali, sia in termini di mirata valutazione dei costi che, soprattutto, di sicurezza.

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