Il gruppo Emak sotto il peso della crisi: -20%


7 AGO 2009 – La crisi economica non risparmia neppure il gruppo Emak, uno dei maggiori player a livello europeo nella produzione e nella distribuzione di macchine per il giardinaggio, l’attività forestale e la piccola agricoltura. “Nonostante i segnali di stabilizzazione dello scenario e di debole risalita della fiducia da parte dei consumatori – scrive il presidente Giacomo Ferretti a margine del Cda che haa esaminato la situazione nel primo semestre 2009 -, una effettiva ripresa nei consumi è da attendersi solo nel corso del prossimo esercizio”. “Il Gruppo – continua la nota – prosegue nelle sue iniziative di contenimento dei costi, ottimizzazione dei processi aziendali e controllo dei livelli delle scorte, al fine di preservare il proprio equilibrio economico-finanziario, senza rinunciare agli investimenti indispensabili allo sviluppo del business. Visto il contesto di riferimento, riteniamo coerente rivedere l’outlook per il 2009 con una stima del calo delle vendite fra il 15 ed il 20% rispetto alla stima precedente che era compresa fra il 10 e il 15%”.I RISULTATI AL 30 GIUGNONel primo semestre 2009 il Gruppo Emak ha realizzato un fatturato consolidato pari a 119,7 milioni di euro, in calo del 20,8% rispetto ai 151,1 milioni di euro del pari periodo dell’esercizio precedente. A parità di area di consolidamento, il decremento è stato del 21,3%.Come conseguenza della crisi economica, le vendite di tutti i segmenti sono state inferiori rispetto all’anno precedente, con l’eccezione di Ricambi e Accessori, in crescita rispetto al pari periodo dello scorso esercizio. In particolare, il segmento Costruzioni e Industria è stato fortemente influenzato dal crollo del settore dell’edilizia. Il segmento Agricoltura e Forestale ha risentito del calo delle vendite della famiglia delle motoseghe, mentre i prodotti legati alla terra hanno subito in modo minore il negativo contesto economico. Il calo delle vendite del settore Giardinaggio è da attribuirsi in massima parte alla congiuntura sfavorevole. A livello di area geografica, le vendite sul mercato italiano e nel Resto del Mondo sono state caratterizzate da un primo trimestre negativo e da una lieve ripresa nel secondo, ottenendo risultati in linea rispetto all’anno passato. Il mercato europeo è stato particolarmente influenzato dall’andamento negativo registrato dai Paesi dell’Europa dell’Est ed in particolare dalla Russia. In alcune aree le vendite alla rete distributiva hanno risentito del riequilibrio delle scorte in eccesso generatesi alla fine dell’esercizio precedente. L’EBITDA (cioè il margine operativo lordo) consolidato del primo semestre 2009 si attesta a 15,9 milioni di euro, in calo del 34,1%, principalmente a causa dei minori volumi di vendita e dell’andamento sfavorevole delle valute. L’utile operativo del periodo risulta pari a 12,4 milioni di euro, con una diminuzione del 41,2%. L’utile netto consolidato del semestre è di 7,5 milioni di euro, in calo del 49,3%.Al 30 giugno 2009 il patrimonio netto consolidato ammonta a 102,2 milioni di euro mentre era di 99,4 milioni di euro alla fine del 2008. Al 30 giugno 2009 la posizione finanziaria netta passiva consolidata ammonta a 62,1 milioni di euro, mentre era di 61,8 milioni di euro a fine 2008. Gli investimenti, nel periodo considerato, in immobilizzazioni materiali e immateriali ammontano a 5 milioni di euro rispetto ai 5,4 milioni di euro del primo semestre 2008 (escludendo gli incrementi dovuti alla variazione dell’area di consolidamento). Nel semestre l’autofinanziamento gestionale risulta pari a 11 milioni di euro contro i 17,8 milioni di euro del pari periodo dello scorso esercizio.

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