Il Grillo reggiano


REGGIO EMILIA, 16 LUG. 2009 – Anche Reggio Emilia ha il suo Beppe Grillo, solo che il diretto interessato non si riconosce proprio in questo paragone. Eppure, analizzando la vicenda che ha come protagonista il legale reggiano Marco Scarpati, il rimando al comico genovese è pressochè obbligato. Entrambi, infatti, pur volendo iscriversi al Partito Democratico, non hanno potuto farlo. A colpi di regolamento, il Pd ha bocciato la loro richiesta di tesseramento. Rendendo così le già complesse vicende precongressuali sempre più paradossali, sia a livello nazionale che locale."Io, però, a differenza di Grillo, non mi sono candidato a un bel niente – si affretta a spiegare Scarpati – Ho semplicemente dato la mia disponibilità a lavorare su un progetto. Mi sono iscritto al partito per essere l’ultimo dei militanti, l’ultimo in senso di tempo. E non volevo fare altro". Raggiunto telefonicamente al termine di un’udienza, l’avvocato ci tiene a chiarire tutta la vicenda, a partire dalle sue origini. "Io mi sono iscritto al Pd su loro richiesta – dice come prima cosa – Mi ha telefonato il mio amico Lorenzo Romoli, membro della direzione provinciale del partito, chiedendomi di aderire sull’onda della candidatura di Ignazio Marino, che ha lanciato un appello ai non iscritti perchè prendano la tessera". Si tratta dunque – e Scarpati lo dice a chiare lettere – di un "puro atto di amicizia", che si fonda però su una riflessione personale. Quella che ha portato il legale a sostenere il senatore-chirurgo nella sua corsa per diventare segretario nazionale, "una persona di cui ho veramente moltissima stima".Ma l’Unione provinciale del Pd reggiano non ci sta e nega a Scarpati la tessera in virtù dell’articolo 2 comma 8 dello Statuto del partito. Solo che l’avvocato non rientra in nessuna delle "circostanze ostative" previste dalla norma. "Non sono iscritto ad alcun altro partito – ci spiega – l’ultima tessera di partito che ho avuto risale a 8 anni fa e non faccio parte di gruppi istituzionali".Il problema, a suo dire, è un altro: la sua recente candidatura a sindaco per la lista civica Gente di Reggio. "Loro dicono che io mi sono schierato alle elezioni comunali contro Delrio, ma Delrio non è il Pd – accusa Scarpati – Delrio era un candidato del Pd al quale io mi sono opposto. Ora però stiamo parlando dell’elezione del segretario nazionale. Non di politica locale, ma del progetto del Pd nei prossimi anni. Per cui io volevo partecipare, come democraticamente era stato chiesto, proprio per fare in modo che la gente come me la prossima volta non dovesse schierarsi contro il candidato del partito a livello provinciale".La cosa che più è dispiaciuta all’avvocato "non è che sia nato un problema – quello può succedere a tutti – ma che non me lo abbiano detto direttamente". E dire che se avessero voluto contattarlo, quelli del Pd non avrebbero avuto problemi. "Quando ho fatto l’iscrizione c’era una simpatica signorina a cui ho laciato il mio numero di cellulare, il telefono dello studio, quello di casa e il mio indirizzo – ci ha detto Scarpati – E tra l’altro il mio recapito ce l’ha sicuramente la responsabile del tesseramento, Silvana, che conosco da tantissimi anni e della quale sono stato legale quando era presidente dell’Uisp. Quindi sa bene dove trovarmi".Ora bisognerà aspettare il 22 luglio, quando la Commissione provinciale del Pd si riunirà e deciderà che posizione prendere sul caso. Il legale, però, non si preoccupa più di tanto. "Il giorno della riunione io sarò in Cambogia e quindi non potrò essere presente -rivela – Ci vado per lavoro, giù mi stanno aspettando dei progetti. Poi devo passare dall’Ambasciata di Bangkok e probabilmente anche da Hanoi. Perdipiù, negli ultimi giorni che sarò in Cambogia con me ci sarà anche una troupe delle Iene. Quindi è intuibile che il Pd non sarà il mio primo pensiero". Nonostante tutto, però, Scarpati vuole chiarezza. "A me dispiace che questa cosa avvenga, però io non tolgo il disturbo – dice a conclusione della telefonata – Nel senso che a me preme che nel Pd capiscano. Poi, se mi cacciano via prenderò atto che io sono in collisione con i piani del partito. Ma devono dirmelo loro che mi considerano incompatibile, non certo voi giornalisti".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet