Il grido del Comunale di Modena: “Cultura a rischio”


MODENA, 13 FEB 2011 – Con un annuncio letto ieri sera fuori campo prima di ‘Cavalleria rusticana’ e ‘I pagliacci’, la Fondazione Teatro Comunale di Modena ha voluto informare il pubblico "delle difficili condizioni nelle quali si è costretti a operare a causa della rilevante riduzione di risorse dovuta ai tagli alla cultura decisi dal Governo con il decurtamento del Fondo Unico per lo Spettacolo, e ai tagli agli enti locali che si ripercuoteranno inevitabilmente anche sull’attività del teatro". "Riteniamo – ha spiegato l’annuncio – che la cultura sia fattore identitario e di coesione sociale irrinunciabile per una collettività, oltre che strumento di inclusione e integrazione. Riteniamo altresì che in tempi di crisi sia necessario investire, in particolar modo in Italia, sulla cultura. Il teatro rappresenta inoltre un importante strumento per incidere positivamente sull’economia locale, grazie anche all’indotto e ai positivi riflessi sul commercio. Così come siamo convinti che bene culturale da difendere non sia solo il patrimonio architettonico italiano ma anche le maestranze, i tecnici, i musicisti, gli artisti e gli operatori che lavorano nello spettacolo dal vivo, che hanno rappresentato e rappresentano ai massimi livelli la storia della cultura e l’identità italiana in tutto il mondo". L’annuncio ha fatto infuriare il vicepresidente dell’Assemblea Legislativa regionale Enrico Aimi, del Pdl, che lo ha considerato "un comizio antigovernativo". "Se uno vuole andarsi a sentire un comizio – ha commentato – va in piazza o nella sezione Ho Ci Min del partito; trasformando un Teatro e un’concerto in un occasione per fare propaganda politica si svilisce prima l’ intelligenza, poi la cultura".

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