Il governo snobba le Regioni, niente incontro


ROMA, 22 GEN. 2009 – Quella di ieri doveva essere una giornata fitta di impegni e decisiva, ma alla fine si è conclusa con un nulla di fatto, tutto è rinviato sine die: l’incontro sulla crisi, previsto per il pomeriggio a Palazzo Chigi tra regioni e governo, è saltato ed è saltata anche la possibilità che si possa tenere oggi. In serata, al termine della riunione interministeriale, non è neanche giunta alcuna nuova convocazione, né è arrivato sul tavolo dei governatori, sempre più preoccupati, alcuna risposta alle richieste avanzate già nel novembre scorso per far fronte tutti insieme alla crisi economica. Il governo potrebbe vedere i governatori "a margine" dell’incontro di domani con le parti sociali, ma è tutto da vedere.La notizia del saltato incontro arriva mentre i governatori sono riuniti dalle 12 a Roma, nella sede della Conferenza. Il presidente Vasco Errani annuncia che in assenza, così come era previsto, di una proposta del governo l’incontro salta. "Abbiamo perciò preso una iniziativa – dice al termine della conferenza Errani – abbiamo inviato a governo e parti sociali una lettera, nella quale in sostanza le Regioni sostengono di essere disponibili per il 2009 a rafforzare le misure che possono aiutare a gestire la crisi, cioé azioni di ‘adattabilita” e ‘occupabilita”, ma allo stesso tempo sostengono che l’intero costo degli ammortizzatori sociali non può essere scaricato sul Fondo sociale europeo. Queste risorse devono rimanere alle Regioni che le riorientano per le politiche attive e passive del lavoro, necessarie a mantenere la base produttiva". I governatori ribadiscono "una forte preoccupazione anche perché i tempi si stanno dilatando".Le Regioni chiedono che ci sia un confronto trasparente Governo-Regioni-forze economiche e sociali perché sia evidente la condivisione strategica dell’obiettivo: "non ridurre la base produttiva e ciascuno faccia la sua parte per rendere efficaci gli interventi e, prima di tutto, per rispondere ai problemi di occupazione del precariato e della cassa integrazione che oggi sono le emergenze del Paese". Errani ha poi messo in evidenza che se il governo parla di destinare agli ammortizzatori sociali per il 2009-2010 8 miliardi di euro su una cifra complessiva di 15,3, in sette anni, del Fondo sociale, vorrebbe dire che salta il sistema della formazione. "Si deve intervenire sulla crisi ma la formazione resta uno degli elementi fondamentali per risolverla e guardare oltre in modo strategico. Il governo perciò deve dire con chiarezza – ha concluso – quali sono le risorse che mette a disposizione per gli ammortizzatori in deroga oltre che per la cassa integrazione ordinaria".Le Regioni la loro parte l’hanno fatta, "hanno impegnato per intero le risorse disponibili. Anche per quanto riguarda la nuova programmazione l’impegno delle risorse è già avanzato", e hanno già programmato, in maniera largamente condivisa con le parti sociali, il Fondo sociale europeo sugli obiettivi Adattabilità e Occupabilità (per esempio: ricollocamento per lavoratori nel contesto di ristrutturazione aziendale ovvero sostegno personalizzato per collocamento)". Questo sforzo delle Regioni va però collegato, sostengono, ad un impegno del governo a rivedere la normativa degli ammortizzatori sociali valutando, in via straordinaria, anche l’allungamento del periodo di Cassa Integrazione ordinaria e a provvedere al finanziamento degli ammortizzatori in deroga (per esempio: i precari o le imprese sotto i 15 dipendenti) con altre risorse. Per quanto riguarda i Fas, le Regioni ribadiscono la necessità di non modificare i Programmi attuativi regionali 2007-2013.

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