Il governo lascia a piedi i trasporti pubblici


BOLOGNA, 16 SET. 2011 – L’inaugurazione di un paio di colonnine destinate alla ricarica di auto elettriche, è stata l’occasione per lanciare nuovamente l’allarme sui trasporti pubblici. La mazzata in arrivo dal governo è tale da mettere totalmente in crisi la gestione del servizio da parte degli enti locali. L’idea della dimensione dei tagli la danno i seguenti numeri: nel 2010 la Regione Emilia-Romagna ha investito circa 430 milioni per i bus nelle città e i treni regionali utili ai pendolari. Una cifra maggiore di quella che si appresta a fornire il Governo per l’Italia intera nel 2012 dopo i tagli della manovra.I dati emergono dal Rapporto 2010 sul Trasporto pubblico locale (gomma e ferro) presentato ieri dalla Giunta regionale in commissione Mobilità, presieduta da Damiano Zoffoli. Dati problematici anche quelli del 2010, soprattutto per la gomma: calano i ricavi da traffico, il numero dei passeggeri e il gradimento degli utenti, ma aumentano i costi."A questa situazione, già oggi in sofferenza – commenta il presidente Zoffoli – va aggiunto che il settore è, in assoluto, il più colpito dai tagli dell’ultima manovra del Governo: per l’intero comparto nazionale (autobus e treni) si piomba dai 2,1 miliardi del 2010 ai 400 milioni del 2012. Se consideriamo che in Emilia-Romagna, ogni giorno, oltre un milione di persone, per spostamenti urbani e interurbani, utilizza il trasporto pubblico, appare evidente come peggiorerà la vita di tante famiglie".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet