“Il governo deve far tornare l’Imu la tassa dei Comuni”


2 APR. Scetticismo e fastidio. Il ritorno dell’Ici, per come è stato messo a punto dal governo Monti, non ha mai convinto i Comuni italiani. Lo ribadisce oggi il loro portavoce, Graziano Delrio, primo cittadino a Reggio Emilia e presidente dell’Associazione dei Comuni italiani. L’Imu, spiega Delrio, deve tornare ad essere "l’imposta dei Comuni e non una tassa dello Stato che mortifica i Comuni". Secondo il presidente dell’Anci ai comuni lo stato centrale ha asseganto un compito ingrato, ovvero "metterci la faccia, dovendo alzare le aliquote per rispettare un patto di stabilità che non ha senso". Vista con gli occhi dei Comuni, l’introduzione dell’Imu è un ginepraio. E Delrio non risparmia critiche al governo, colpevole di "modo di procedere che francamente non si capisce. I Comuni – dice – non hanno ancora notizie sul gettito Imu che devono mettere in bilancio e questo la dice lunga sul labirinto normativo che è stato creato e dal quale l’Anci, da dicembre scorso, sta cercando di uscire". "Abbiamo avviato una trattativa con il governo – sottolinea – per aggiustare un po’ di cose e mettere in sicurezza i bilanci". A preoccupare i sindaci, infatti sono i buchi di bilancio a cui devono fare fronte. Ma, come se non bastassero i disavanzi a livello locale, sui Comuni finiscono per gravare anche le inefficienze dello Stato centrale. Ma, è il Delrio pensiero "le istituzioni dovrebbero essere messe tutte nelle condizioni di poter svolgere il loro compito, soprattutto nelle fasi di emergenza. I Comuni sono le antenne e danno le prime risposte sul territorio, se si continua a scaricare addosso ad essi il peso di scelte impopolari e contemporaneamente si riducono tutti gli spazi di autonomia allora il rischio che l’emergenza diventi ingestibile è molto alto".

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