“Il governo apra un tavolo per i Wagon Lits”


BOLOGNA, 29 FEB. 2012 – Trenitalia ha cancellato i treni notturni per il Sud e con loro il posto di lavoro di 850 persone, ad oggi senza ammortizzatori sociali. Una vertenza, quella della Wagon Lits, che si è aperta bruscamente l’11 dicembre scorso e che ancora non ha trovato una soluzione. Col binario 21 alla stazione centrale di Milano ancora teatro di un presidio degli ex dipendenti. Uno di loro è salito tre giorni fa sulla torre faro per dare il cambio a Oliviero Cassini, divenuto simbolo della protesta, visti i suoi 78 giorni di permanenza a 15 metri d’altezza. A sostegno dei lavoratori della Wagon Lits si è mossa la Provincia di Bologna. Un ordine del giorno del Consiglio provinciale è stati infatti votato all’unanimità per ribadire un servizio che non può mancare in questo Paese. Quello che occorre, si legge in una nota, è "garantire il trasporto per tutti i cittadini sull’intero territorio nazionale e sollecitare un tavolo con il Governo per contrastare i licenziamenti dei lavoratori della Servirail Wagon-Lits, procedendo nel contempo all’attivazione degli ammortizzatori sociali".A giudizio del consiglio provinciale, "la scelta di Trenitalia di cancellare i treni che effettuavano servizio notturno e diretto ha causato grande disagio alle migliaia di cittadini penalizzando in particolare i lavoratori pendolari". Inoltre, si legge ancora, "una ricaduta immediata di tale scelta è il licenziamento di 850 lavoratori della Servirail Italia a seguito della soppressione delle corse notturne. Nell’ordine del giorno approvato lunedi, infine, si sottolinea come "la decisione dell’azienda di licenziare tutto il personale non sia stata mediata con i sindacati e quindi non siano stati attivati gli ammortizzatori sociali".

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