Il giorno dopo: vincitori e vinti sotto le Due Torri


BOLOGNA, 17 MAG. 2011 – Fino alle due di notte è rimasto braccato a casa. Poi, quando ormai era impossibile scendere sotto il 50%, Virginio Merola è uscito per dirigersi verso il suo quartiere generale e dare il via alla festa. Il neo sindaco di Bologna ha dovuto aspettare quasi tutto lo spoglio delle schede per essere sicuro di sfangare il ballotaggio e aveva imposto il divieto alle celebrazioni premature: il ricordo del 2009, quando Delbono si sentiva già a Palazzo d’Accursio ma è stato necessario passare attraverso il secondo turno, era ancora troppo fresco.Stavolta invece la pratica è stata chiusa subito, per questo il ringraziamento di Merola è andato innanzitutto "ai bolognesi, per la loro partecipazione al voto e alle nostre elettrici e ai nostri elettori che ci hanno permesso di vincere al primo turno". Con alcuni di loro ha poi festeggiato in piazza Maggiore: erano i circa 300 che, come tradizione vuole, hanno seguito il conteggio dei voti nel cortile del palazzo comunale (in realtà erano un po’ di meno rispetto a due anni fa). E oggi è il turno dei volontari e della macchina organizzativa del Pd, chiamati a raccolta alle 18.30 in piazza Santo Stefano per un brindisi.A fianco del nuovo primo cittadino ieri sera c’era anche Mister Preferenze, riconfermatissimo nel ruolo di asso pigliatutto. Dopo i "cappotti" alle comunali del 2009 e alle regionali del 2010, Maurizio Cevenini ha frantumato infatti un altro record: è stato rieletto in consiglio comunale di Bologna con 13.247 voti singoli. "Ho preso più voti di Berlusconi, ormai mi confronto solo con lui", scherzava il diretto interessato, l’uomo sul quale il Pd aveva fatto inizialmente cadere la scelta come candidato sindaco. C’è da pensare che, senza l’attacco ischemico che lo ha fatto uscire dai giochi, la sua elezione si sarebbe trasformata in plebiscito. Ma adesso lo aspetta una scelta tra il nuovo Comune e il posto attualmente occupato in Regione: un accumulo di cariche non si addice a un beniamino come lui. Al terzo posto tra i più votati, appena dietro all’astro nascente del Pdl Stefano Lisei, si è piazzata invece Amelia Frascaroli. L’ex candidata alle primarie è arrivata poco sotto la soglia delle 4000 preferenze ed è riuscita a portare la sua lista legata a Vendola e a sostegno di Merola al 10,24%. Un risultato lusinghiero, che ora, oltre alle porte del Consiglio comunale, potrebbe aprirle anche quelle della Giunta. Ma c’è chi parla anche della poltrona di vicesindaco. Lei, per il momento, dribbla le domande dirette e sceglie di rispettare il galateo politico fra alleati che prevede di non avanzare pubblicamente richieste.Chi invece ha cominciato a brindare sin dal pomeriggio e ora vuol vedere riconosciuta un’indubbia affermazione alle urne è il Movimento 5 stelle. "Il cielo sopra l’Emilia-Romagna è ancora più stellato", scrivono i grillini sul loro blog dopo che Massimo Bugani, candidato a Bologna, ha raggiunto il 9,45%, mancando per un soffio un risultato a doppia cifra. "Questo è il nostro laboratorio politico: quel che è successo qui succederà anche altrove e ci porterà in Parlamento", dice Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento. E festeggiando replica anche a chi, come Merola, li accusa di rubare voti alla sinistra: "E’ falso e offensivo, perché il voto non è di proprietà di un partito. E aggiungo che quello che raccogliamo noi non è un voto di protesta, di pancia, ma di testa, altamente informato, fatto di idee nuove".Di tutt’altro tenore, infine, è il day after della Lega, la grande sconfitta. Manes Bernardini, il candidato del Carroccio che correva per l’intero centrodestra, ha parlato a notte fonda constatando come "a certi bolognesi è mancato il coraggio e ha vinto l’ideologia". Ma è la reggente del partito in Emilia-Romagna, Rosi Mauro, a lanciare l’accusa più forte: "Ci sono molte schede contestate e 3.500 nulle, c’é qualcosa che puzza". Da qui l’idea di fare ricorso contro la vittoria di Merola. "Non è per fare polemica, io ho sempre considerato i ricorsi un pretesto di chi perdeva – ammette Bernardini – ma ci sono molte segnalazioni di elettori".

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