Il giorno dei migranti. Studenti in piazza con i lavoratori


BOLOGNA, 1 MAR. 2011 – La legge Bossi-Fini, il pacchetto sicurezza, i CIE, il razzismo istituzionale. Anche quest’anno i lavoratori e le lavoratrici migranti hanno diverse buone ragioni per scioperare. Oggi, 1° marzo, è il giorno della piazza: gli stranieri incroceranno le braccia e si uniranno ai tanti italiani che hanno scelto di essere solidali con loro e che si sentono direttamente colpiti da queste ingiustizie. Ma non saranno soli. Lo sciopero dei migranti 2011 diventa un’occasione anche per gli studenti, che per tutta la giornata saranno protagonisti a Bologna e utilizzeranno questa data altamente simbolica per far sentire la loro voce.E’ difficile, infatti, vivere in Italia se sei un ragazzo straniero. Una volta maggiorenne, hai bisogno del permesso di soggiorno. E per ottenerlo è necessario un posto di lavoro. Così diventa pressochè obbligatorio scegliere un istituto che ti indirizzi direttamente ad una professione. Se invece sei testardo e vuoi comunque studiare all’università – a tutt’oggi un privilegio più che un diritto – devi per forza essere più brillante dei tuoi amici italiani, perchè sei legato ad un permesso di lavoro per studio che tiene conto dei tuoi voti e non ti permette di andare fuoricorso. Ma scordati di pensare di mantenerti, perchè in questo caso la legge Bossi-Fini impone un numero massimo di 4 ore lavorative per giorno. Troppo poco per permettere a chiunque di comprare anche solo i libri per dare gli esami, figurarsi le tasse. Non si fa fatica a considerare tutto ciò una schiavitù legalizzata.Gli ostacoli per gli studenti migranti cominciano però anche prima dei 18 anni. Ne è un esempio la vicenda del Fioravanti di Bologna, frequentato per l’80 per cento da ragazzi stranieri. L’istituto professionale è a rischio chiusura, il progetto è quello di accorparlo all’Itis Belluzzi e di traformare la scuola in un hotel. Ma dietro a questa operazione in molti hanno letto la volontà di confinare gli studenti in periferia, allontantandoli dal centro e di conseguenza ghettizzandoli. E chi ha provato con dei picchetti a prendere la parola è stato immediatamente zittito dai dirigenti.E’ proprio dal Fioravanti che è partita, quindi, la protesta di oggi. I ragazzi, stranieri e italiani, si sono incontrati davanti all’istituto alle 8 e sono rimasti lì in presidio fino alle 9 e mezza, per permettere ai loro amici delle altre scuole di raggiungerli. Poi si sono diretti tutti insieme verso la Provincia, che è l’ente di riferimento per la loro battaglia, perchè è quello che dovrà decidere sull’accorpamento. Nel pomeriggio invece, la lotta in difesa della loro scuola si è mescolata a quella dei loro genitori, riuniti fin dalle 15 in piazza Maggiore per rivendire il diritto di vivere in Italia senza ostacoli nè discriminazioni. Perchè anche i migranti contribuiscono a tenere in piedi questo paese e nessuno può considerarli cittadini di serie B.

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