Il futuro incerto delle imprese balneari


BOLOGNA, 13 MAR. 2012 – Il venir meno delle certezze per le imprese ha messo a rischio anche il sistema turistico balneare, che fa i conti con lo stop degli investimenti nel settore. Gli impegni finanziari già assunti dai titolari delle aziende balneari, riponendo fiducia nell’automaticità del rinnovo delle concessioni, vanno ben oltre il 2015, data in cui, al contrario, le attuali concessioni giungeranno alla loro definitiva scadenza.Moltissimi sono i giovani, le donne e le figure professionali qualificate impiegate all’interno delle piccole e medie imprese turistico-balneari dell’Emilia Romagna che rischiano di non trovare più risposte occupazionali a causa di una contrazione economica dell’intero settore. Come sostenuto da Elisa Muratori, coordinatrice di CNA Balneatori Emilia Romagna, “bisogna tracciare una strada chiara perché le imprese possano tornare a lavorare sulla base di norme certe che tutelino gli investimenti già effettuati  e realizzati e garantirsi così un futuro che va ben oltre il 2015”.Adesso che la procedura d’infrazione, a suo tempo avviata dalla UE, è stata definitivamente archiviata, i sindacati nazionali delle imprese turistico-balneari (che hanno firmato un documento unitario al Sun di Rimini 2011) hanno chiesto impegni certi al Governo, perchè da subito e molto prima della scadenza delle attuali concessioni demaniali (31 dicembre 2015) si mettano in atto tutte le azioni necessarie per ottenere la deroga alla Direttiva Servizi (Bolkestein) per il settore delle imprese balneari italiane (30.000 aziende). Vale a dire supportare in sede europea le procedure per il riconoscimento dell’unicità del sistema balneare italiano e predisporre con la concertazione dei sindacati nazionali di categoria del settore balneare, delle Regioni e del Parlamento una legge quadro che assicuri la continuità e un lunghissimo futuro delle attuali imprese balneari italiane.A tale proposito è in programma domani alle 15 a Misano Adriatico un convegno dal titolo “Il sistema turistico balneare, punto di forza dell’economia regionale”, che rappresenta – come ha affermato Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di CNA Balneatori – “l’occasione per ribadire la necessità della deroga alla Direttiva servizi, affermare la fondamentale insostituibilità economica delle attuali imprese balneari e dimostrarne, altresì, la congruità e la compatibilità con gli specifici studi di settore sotto il profilo fiscale".

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