Il futuro incerto dell’Omsa: “Bisogna fare di più”


BOLOGNA, 22 MAR. 2011 – L’annuncio della chiusura di un reparto e 40 lavoratori in meno rispetto agli storici 340, nonostante l’accordo siglato a Roma poco più di mese fa. "Abbiamo registrato una forte chiusura al dialogo da parte dell’azienda, a fronte di legittime richieste presentate dal Ministero, dalla Regione, dalle altre istituzioni e dal sindacato". Così l’assessore regionale alle Attività produttive Giancarlo Muzzarelli ha commentato l’incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico sull’Omsa di Faenza, in una nota diffusa al termine. "Abbiamo dovuto constatare – prosegue Muzzarelli – che ad oggi non esiste alcuna concreta ipotesi di reindustrializzazione. L’azienda si è impegnata ad individuare rapidamente un nuovo advisor, ma la volontà non basta, il tempo corre ed è necessaria una maggiore concretezza". Obiettivo dell’incontro era verificare l’attuazione dell’accordo del 18 febbraio, in particolare gli incentivi alla mobilità, le prospettive di reindustrializzazione e la continuità produttiva del sito di Faenza, ma "é necessario – ha rilevato Muzzarelli – un impegno aggiuntivo da parte della proprietà per mettere al primo posto l’obiettivo del lavoro e della reindustrializzazione del sito con nuove e vere soluzioni industriali. In linea con quanto previsto dall’accordo del 18 febbraio che va rispettato in ogni sua parte". Chiusura della proprietà anche sulla concessione della mobilità retribuita ai 25 dipendenti in più che ne avevano fatto richiesta, oltre agli 80 già previsti dall’accordo. L’azienda ha annunciato che presenterà domanda al ministero del Lavoro per proseguire di un anno la cassa integrazione straordinaria per i 242 dipendenti rimasti.

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