Il flop di Ruby a Rimini, tra insulti e indifferenza


RIMINI, 30 GEN 2011 – Ha fatto più rumore nei giorni di vigilia che nel pezzetto di notte della sua partecipazione la ‘ospitata’ di Karima el Mahroug, in arte Ruby, al ‘Paradiso’ di Rimini, la bella villa trasformata mezzo secolo fa in discoteca di alto livello sulla collina di Covignano. E’ entrata dopo le 2 (era annunciata per mezzanotte o poco più) da un ingresso secondario per evitare i cronisti e se ne è andata poco dopo le 3 dopo essere rimasta tutto il tempo in un elegante priveé con divanetti a margine della pista, circondata da pochi amici e protetta dalla sicurezza. Fuori la aspettavano dalle 23 (ma lei forse non li ha neppure visti) 15-20 Giovani Democratici con volantini e uno striscione che spiegava la loro indignazione e all’interno altri (pochi) ragazzi l’hanno accolta con fischi e insulti ovviamente legati alla sua vita sessuale. La stragrande maggioranza di chi ballava o festeggiava l’ha ignorata. Ruby, in un morigerato tubino nero, tacco notevole e orecchini di perle, è poi rimasta nel salottino a chiacchierare concedendosi soltanto un accenno di ballo e concedendo qualche parola di saluto al microfono. Un paio di frasi che, coperte dalla musica, in pochi hanno sentito. E’ stata attenta anche a non far carpire il labiale ma qualcuno ha colto un "non ne posso più" che ha dimostrato il suo entusiasmo per la serata. Qualcuno si è infilato nel muro di cronisti, fotoreporter e cameramen per vederla o per capire chi stava suscitando tanto interesse ma i più hanno continuato a trascorre una normale serata di discoteca. Qua e là si festeggiavano compleanni (l’età media era piuttosto giovane) e un paio di ragazze non hanno neppure gradito la sua presenza: "Se sapevo che c’era lei, non venivo certo qui", ha detto una di loro. Alla fine anche un po’ di polemica per accordi non rispettati o forzati e comportamenti poco eleganti. Devis Paganelli di Slide Italia, media partner della serata, ha raccontato, piuttosto arrabbiato, ai cronisti che Ruby era rimasta per più di un’ora in auto nel sotterraneo prima di entrare e che chi l’accompagnava pretendeva che venissero allontanate le telecamere. Poi la richiesta di non parlare con i giornalisti (mentre nei giorni precedenti erano state garantite brevi interviste, escluso l’argomento Berlusconi), infine quella di essere pagata in anticipo e in contanti. "Con tanto di ricevuta, tutto regolare", ha voluto precisare Paganelli. Quanto? ‘Non meno di mille e non piu’ di cinquemila euro". Comunque neanche pochi per prendere due insulti e stare seduta un’ora su un divano.

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