Il FestivalFilosofia debutta con Zygmunt Bauman


©Trc-TelemodenaMODENA, 17 SET. 2010 – Una piazza, piazza XX Settembre, piena di giovani che seguono attenti la prima delle lezioni magistrali. Numeri da concerto rock per un accademico come Giovanni Filoramo. Zigmunt Bauman, 85 anni, alla sua quinta volta al Festival, la prima senza la moglie scomparsa due mesi fa. Sono queste le prime fotografie del Festivalfilosofia che, da oggi a domenica, propone trame di pensieri e di concetti a Modena, Carpi e Sassuolo. Al sociologo polacco il compito di aprire ufficialmente la manifestazione, che quest’anno è dedicata alla fortuna. "Non pensiate che la filosofia sia solo materia per studiosi, piuttosto un tentativo di porre problemi. I governi non riescono a garantire la stabilità occupazionale – ha detto Bauman- e allo stesso modo non sono in grado di dare assistenza, cercano nuova legittimazione combattendo crimine e terrorismo, allontanano gli stranieri per dare ai cittadini la sensazione di essere protetti, ma forse non è così. Succedeva 200 anni fa, succedeva pochi anni fa con gli sbarchi dei clandestini africani, succede adesso con la popolazione rom". "La difficoltà – sostiene il sociologo – è che con un nemico o un amico noi possiamo immaginare quello che sta per fare e quindi adottare un comportamento, perché i comportamenti dei nostri amici o nemici sono prevedibili. Al contrario, il comportamento di stranieri è un mistero, è imprevedibile per antonomasia e quindi gli stranieri per definizione rappresentano un pericolo. I governi non fanno altro che approfittare di questa situazione e convincere le persone e ottenere voti, quindi cercare di legittimare il proprio potere dicendo per esempio che il governo si occupa del nostro benessere con azioni energiche. E le persone tendono a credere a questa situazione"."Il filosofo Zimmel affemò che gli stranieri sono delle popolazioni, delle persone che arrivano e non vanno via. Per certi versi possono essere considerati come dei nemici, per altri, invece, degli amici. Nel 2010 abbiamo il problema dei Rom. Cinque anni fa c’era quella degli immigrati africani. Fra 5 anni ci saranno altre popolazioni che potrebbero rappresentare una minaccia per noi. Il comune denominatore di queste popolazioni è che sono straniere, e che quindi possono rappresentare una minaccia per la nostra società. La diversità sostanziale, invece – conclude Bauman – è che è una situazione temporanea che in questo momento è una minaccia e quindi i governi non fanno altro che adottare soluzioni temporanee, perché poi gli stranieri scompariranno e allora i governi non faranno altro che trovare una nuova causa per trovare nuova legittimità al loro potere".La lezione magistrale di Zygmunt Bauman si è svolta alle 15 in piazza Grande a Modena. Dopo di lui, Remo Bodei e Marc Augè. A Carpi sono stati protagonisti nell’ordine Salvatore Veca, Roberto Esposito, Massimo Pivetti e Marino Niola. A Sassuolo, infine, grande attesa per Massimo Cacciari e Marcello Veneziani.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet