Il federalismo differenziato di Cna


BOLOGNA, 26 MAG. 2011 – Le aspettative di Regioni come l’Emilia Romagna verso una riforma federale dello Stato erano alte. Il notevole residuo fiscale prodotto dai suoi cittadini e dalle sue imprese lasciava ben sparare in una maggiore dotazione e disponibilità di risorse per sostenere le politiche di sviluppo e contenere o ridurre la pressione fiscale. Tutto ciò, alla luce di quanto sta avvenendo, sembra molto distante dall’avverarsi, nonostante gli ultimi atti come l’approvazione dello schema per il federalismo municipale e l’accordo in Commissione bicamerale su quello regionale.Il progetto federalista fatica ad uscire dagli slogan e resta incardinato all’interno di schemi e logiche ancora di stampo neo centralista. Ma l’Emilia Romagna non può assistere passivamente a questa deriva : il federalismo nei suoi principi fondamentali, per regioni come la nostra, resta un’occasione che non può essere sprecata,  per rilanciarne lo sviluppo. Ecco perché, nonostante le contraddizioni e le incertezze, CNA ritiene che si debba spingere sull’acceleratore per attuarne quantomeno i principi fondamentali, in particolare quelli che consentono il superamento della spesa storica e l’affermazione di un nuovo sistema della responsabilità nella gestione della cosa pubblica.La via maestra, in tale contesto, resta quella di puntare all’attuazione di un “federalismo a geometria variabile”, consentendo alle Regioni che sono in grado di farlo, e vogliono farlo, la gestione di ulteriori competenze, attraverso l’applicazione dell’art.16 della Costituzione che assegna la possibilità alle Regioni di richiedere ulteriori competenze allo Stato centrale. E gli imprenditori cosa ne pensano? CNA ne ha testato aspettative e timori attraverso un sondaggio i cui risultati insieme alle proposte di CNA per un “federalismo differenziato” saranno al centro dell’Assemblea Regionale di CNA Emilia Romagna in programma lunedì 30 maggio alle ore 17 a Bologna, presso la Torre CNA in Viale Aldo Moro 22  (Sala Conferenze – Piano 2). Ne discuteranno Gabriele Morelli (segretario CNA Emilia-Romagna), Vincenzo Freni (Istituto Freni Ricerche Sociali e Marketing di Firenze), Alberto Cestari (Centro Studi Sintesi di Mestre), Vincenzo Bernazzoli (presidente UPI Emilia-Romagna), Daniele Manca (presidente ANCI Emilia-Romagna) e Enrico Campedelli (presidente Legautonomie Emilia-Romagna).

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