Il favoloso mondo di Amelia


BOLOGNA, 17 NOV. 2010 – C’è una tempesta che da Milano è pronta a spostarsi verso est. Come tradizione vuole ha anche un nome: si chiama ciclone Pisapia. E il Pd bolognese sta cercando di correre ai ripari per evitare di rimanerne travolto. I danni che ha lasciato tra i democratici meneghini sono infatti piuttosto ingenti e visto che qui, sotto le Due Torri, negli ultimi mesi di temporali ce ne sono stati fin troppi, bisogna farsi trovare pronti. Anche perchè in questo caso, a differenza della metereologia e della sua imprevedibilità, il giorno del giudizio è già stato fissato per il 23 gennaio 2011.In quella data il Partito Democratico vuole presentare alle primarie da cui uscirà il candidato sindaco del centrosinistra un nome forte e sostenuto da tutti. L’impresa però non si annuncia per nulla semplice, almeno stando ai risultati dell’assemblea di partito che si è svolta ieri pomeriggio. "Non mi scandalizzo se ci saranno due nomi, ma penso sarebbe utile valutare se ci possa essere una convergenza", ha dichiarato in apertura il segetario provinciale Raffaele Donini. La soluzione condivisa tanto auspicata non si è però trovata, e sia Virgilio Merola che Andrea De Maria rimangono ancora in campo.Il presidente del consiglio provinciale ha già confermato le firme di sostegno di 100 dei 228 delegati, mentre l’altro candidato ufficiale, ex segretario provinciale, ha detto che le consegnerà entro venerdì. A fine settimana si saprà insomma se uno dei due avrà portato dalla sua parte almeno il 35% dell’assemblea, condizione necessaria per potersi presentare come candidato unico del partito. In caso contrario andranno avanti entrambi, ognuno con i suoi appoggi, e se la vedranno con i due sfidanti esterni già a posto con la raccolta firme, che sono Benedetto Zacchiroli ma soprattutto Amelia Frascaroli.Proprio lei, infatti, potrebbe diventare la versione bolognese di Pisapia, la nuova outsider capace di conquistare il popolo della sinistra deluso dall’establishment del Pd e di sbancare in questo modo le primarie. Come l’avvocato milanese uscito a sorpesa vincitore dalla consultazione di domenica scorsa, la Frascaroli ha dietro di sè Sinistra Ecologia e libertà, che l’ha sostenuta fin dall’inizio. Ma si arrabbia con chi la definisce la candidata vendoliana. Se si curiosa sul suo sito, il mondo di Amelia, si scorpe infatti che lei è molto di più. Non a caso è riuscita a mettere insieme un pezzo di Cgil capeggiato dal segretario Cesare Melloni, l’associazionismo cattolico di sinistra e il suo punto di riferimento don Giovanni Nicolini, ma anche l’area prodiana del Pd. Per questo in città è ormai conosciuta come la "cattolica rossa" e le sue quotazioni sono in forte ascesa. Anche grazie all’investitura di Andrea Segrè, che quando si è ritirato definitivamente dalla corsa per Palazzo d’Accursio l’ha riempita di complimenti. Se le questioni politiche fossero più lineari e meno ipocrite, insomma, Amelia Frascaroli non avrebbe ostacoli sul suo cammino. Invece la Curia non la vuole e anche la maggioranza dei democratici non l’ama, pur avendola candidata alle amministrative 2009, quando è stata eletta consigliere comunale con più di 630 preferenze, risultando così la prima tra le elette del partito e dell’intero Consiglio. Ma negli ultimi giorni questa avversione si sta rapidamente trasfomando in paura.

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