Il duce sul piatto che scotta


FORLIMPOPOLI (FC), 5 MAR. 2010 – In tempi di regime c’è poco da mangiarci sopra. Come ai tempi del fascismo si impedisce all’informazione, quella televisiva, di parlare di politica. E si cerca di riscrivere le regole elettorali per aiutare il partito del tiranno. Ciononostante c’è chi pensa a organizzare una cena dedicata a Benito Mussolini. L’idea è venuta al centro di cultura gastronomica Casa Artusi di Forlimpopoli che all’interno di un calendario di cene tematiche centrate ognuna su un diverso personaggio romagnolo, ha inserito anche l’appuntamento legato alla figura del duce.Pellegrino Artusi, studioso di cucina dell’800, è stato il personaggio della prima serata, seguito da Giovanni Pascoli e Federico Fellini. La quarta cena, lunedì 15 marzo, spetta a Benito. Sulla sua "romagnolità" nulla da eccepire, sul fatto che si tratti di un personaggio illustre della storia di questa regione si può però discutere. Perché che sia celebre, di sicuro lo è, probabilmente è il romagnolo più conosciuto di tutti i tempi, ma di certo non ha dato lustro alla sua terra. Anche se è vero che ogni weekend a Predappio riprendono i pellegrinaggi nei luoghi di nascita e sulla tomba di Mussolini.Lo stesso sindaco di Predappio è stato invitato a presentare la cena dedicata a Benito. Da Casa Artusi, naturalmente, ci tengono a sottolineare che non vi è nulla di nostalgico nell’appuntamento. Difficile immaginare il contrario, visto che i soci del centro culturale sono, oltre alla Cassa di Risparmio di Forlì e Cesena, la Provincia di Forlì e Cesena e il Comune di Forlimpopoli, entrambi di centrosinistra, così come il sindaco di Predappio. "Il ‘parlare’ di Mussolini associandolo al divertimento, alla buona tavola, all’intrattenimento amicale, all’attrattiva turistica e, chissà, anche ad ammiccamenti elettorali, ci lascia veramente sconcertati", ha scritto in una nota il Comitato in difesa della Costituzione di Ravenna. Non esita a parlare di apologia e di "cena della vergogna" il professore forlivese Maurizio Viroli, docente di Teoria Politica a Princeton: "I dirigenti di Casa Artusi offrono un prezioso aiuto alla diffusione di quella banalità del male che non distingue fra il giusto e l’ingiusto, tra la tragedia e la commedia, e per questo è stata ed è il più solido sostegno del totalitarismo".La polemica, inevitabile, è destinata a montare nei prossimi giorni. Del menu che verrà servito ancora non si sa nulla, ma il piatto è già lì che scotta.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet