Il discorso della presidente della Provincia Sonia Masini


Benvenuto Signor Presidente della Repubblica Italiana, benvenuta Signora Napolitano, saluto tutte le autorità civili, militari e religiose. E saluto tutti i cittadini, a partire dai giovani, i quali sono consapevoli di avere oggi, tra noi, non solo il Presidente, ma soprattutto la guida morale e culturale veramente più autorevole del nostro Paese.Come amministratori pubblici cerchiamo ogni giorno di compiere il nostro dovere nell’interesse dei cittadini, ma non possiamo tuttavia nascondere come tutto ciò diventi sempre più difficile anche per la scarsa autonomia e gli scarsi mezzi a disposizione e come a volte ci sentiamo impotenti di fronte ad ingiustizie mai superate o che ritornano nonostante le lotte di tante generazioni ed i primati raggiunti in tanti campi.Sono, in questo teatro, rappresentanti del mondo del lavoro, delle professioni, dell’impresa, delle istituzioni e del volontariato: donne e uomini protagonisti di quel Made in Italy così prestigioso. Persone attive e capaci dalle quali si può ripartire per superare le difficoltà e creare nuova occupazione, migliorare l’Italia e l’Europa, ancora troppo prigioniere di schemi superati e di nuove paure, per ora incapaci di delineare nuovi modelli che sappiano generare nuova crescita conciliando competizione e diritti, secondo le regole della democrazia.Signor Presidente, vorremmo raccontare di più di una comunità come quella di Reggio Emilia, abituata a rimboccarsi le maniche, soffrire e gioire per il proprio lavoro, a cogliere successi senza montarsi la testa, certa però di essere parte determinante di ciò che rende bella e forte l’Italia. Crediamo che Ella, venendo a Reggio Emilia, città e provincia del Tricolore, per dare inizio alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, abbia compiuto una scelta significativa. Forse non c’è bisogno di raccontare nulla, poiché Ella conosce bene il Paese che rappresenta.Ebbene, noi vogliamo dirLe che siamo, come sempre, pronti a guardare avanti con ottimismo, pur colpiti fortemente dalla crisi economica e spesso rammaricati per le occasioni perdute da un sistema Paese certamente più debole di tante sue parti. Vogliamo avere fiducia non solo nelle nostre forze, ma soprattutto nella possibilità di unire queste forze a quelle di tanti altri italiani del Nord, del Centro e del Sud, che si battono per una maggiore giustizia, contro mafie e sopraffazioni.Abbiamo ora un motivo in più per avere fiducia, perché quando il tempo sembrava divenire ancora più incerto per i nostri giovani, per gli studenti, figure come la Sua hanno saputo prenderli per mano ed indicare buone strade, richiamando tutti alle nuove necessità. Non si fermi, signor Presidente, continui a tenerli per mano, quei ragazzi, affinché i loro sogni non vadano perduti, affinché siano ritrovati la capacità di dialogo ed il rispetto e la fiducia tra le diverse generazioni, affinché questo Paese, che tanto amiamo, possa riprendere nuovi slanci, riconosca le proprie diversità e diventi perciò più unito, più forte e più libero.Reggio Emilia, 7 gennaio 2011

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