“Il decreto quote latte premia chi ha aggirato le leggi”


“Il ministro Zaia ha parlato del suo recente Decreto sulle quote latte come di una specie d’intervento miracolistico e risolutore di una situazione che si trascinava da 25 anni. Vista la maggior parte delle reazioni che si registrano nel settore agricolo pare proprio che di un decreto così non se ne sentisse la necessità perché rappresenta una pesante iniquità verso coloro che hanno sempre rispettato le leggi, mentre premia chi le ha aggirate ed eluse”. E’ il commento dell’assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi ad un provvedimento che “rappresenta un fatto importante per una realtà zootecnica di primo piano come quella reggiana”.“Una volta che il testo del Decreto è stato reso pubblico – afferma l’assessore Rivi- critiche ed obiezioni sono cresciute in modo esponenziale, mentre in importanti aree zootecniche delle regioni del Nord molti allevatori cominciano, come si suol dire, ‘a scaldare i trattori’ per manifestare la loro contrarietà e la loro delusione: del resto come potrebbe reagire un imprenditore che cerca di stare nelle regole comunitarie e per questo ha dovuto investire migliaia o centinaia di migliaia di euro, vedendo che un ministro della Repubblica si da un gran daffare per favorire chi quelle stesse regole le ha aggirate?”.Altri addebiti al Decreto riguardano il fatto che "il fondo per le aziende che hanno acquistato quote latte, a differenza di quanto promesso dal Ministro, sia assolutamente insignificante e ciò penalizza la maggior parte degli agricoltori che con grandi sacrifici hanno impiegato denaro per rispettare le leggi comunitarie". Inoltre, i "grandi splafonatori" che sono i sogggetti privilegiati nell’assegnazione delle quote aggiuntive, non sono tenuti neppure a rinunciare al contenzioso aperto contro lo Stato per temporeggiare sul pagamento delle multe .“Il Decreto che doveva regolamentare l’assegnazione di nuove quote, che dovrebbero essere disponibili dalla prossima campagna di aprile, contiene un vero e proprio cadeau per chi ha operato fuori dalle regole e viene riammesso, nonostante la legge nazionale, al meccanismo della ‘compensazione’, avvantaggiandosi di una riduzione sulle eventuali multe e a svantaggio ancora una volta di chi ha operato nella legalità.“Nel merito del decreto un aspetto da rimarcare con forza è che un ministro che per definizione dovrebbe essere federalista, espropria in questo caso le Regioni di una prerogativa che la legge sulle quote riserva loro; è solo per un anno, giusto quanto serve per favorire un limitato gruppo di allevatori; pazienza se per questo il federalismo diventa intermittente”, conclude l’assessore Rivi invitando i parlamentari reggiani di ogni schieramento "ad impegnarsi nell’iter di trasformazione in legge del decreto, con un’opera che consenta di ripristinare un maggiore senso di giustizia e di garantire una prospettiva al settore zootecnico già fortemente provato da un mercato non favorevole".

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