Il declino di Basket City


BOLOGNA, 16 LUG. 2009 – Bologna basket city? Una realtà lontana, una etichetta smunta e con la polvere? Non lo so, ma certo la targa di città della pallacanestro è stata per molto tempo meritatamente apposta al movimento cestistico sotto le Due Torri. Adesso gli accadimenti del presente e gli interrogativi del futuro mettono in discussione quella targa e tutti i contenuti che la contraddistinguevano. Sono successe cose in verità semplici, ma per lo più inaspettate, seppure sempre da mettere nel novero delle probabilità. La Fortitudo, al termine di una stagione disgraziata e disperata, è retrocessa in Lega 2, con immediati propositi di pronta rivincita. Ma il suo mentore economico e sportivo, Gilberto Sacrati, si è trovato prestissimo in una tempesta finanziaria senza precedenti a causa di debiti non onorati del tutto e di consimili situazioni tali da rendere alquanto deficitario il bilancio societario. Da cui non ammissione al campionato prossimo, divieto di operare acquisti e ricapitalizzazione indispensabile, a tamburo battente, per 700.000euro. Ma le procedure sono sotto esame e fino al prossimo sabato non si saprà se è tutto a posto o se altre forche caudine pendono sulla testa della Fortitudo. L’impressione è che la navigazione sia difficile e che i timonieri siano stati inadeguati, oltre al fatto che in tema di trasparenza e chiarezza di rapporti, perfino con la tifoseria, il quadro lascia totalmente a desiderare.Sulla sponda Virtus, il vulcanico proprietario Claudio Sabatini non si è fatto mancare niente dopo la fine della stagione. Ha bacchettato duramente i tifosi che sono fuggiti dall’abbonarsi per i playoff, sostenendo che gli sono così mancate risorse decisive. Ha messo in vendita la società con scadenze sempre riviste e rinnovate dicendosi stanco di operare in una Bologna divenuta fredda. Però ha messo mano nei quadri dirigenziali e tecnici della Virtus,comprando e vendendo. Ha duettato per settimane con una cordata quasi fantasma intenzionata all’acquisto. Ha fatto un botto dicendo di arrendersi  a causa di una lettera aperta di un gruppo di supporter che lo invitavano a lasciare. Ha voluto vedere di nuovo quelli della cordata fantasma, con ultimatum di 24 ore per vedere su un conto 6 milioni di euro e conoscere chi realmente stava alle spalle della cordata, sedicente programmatrice di un non meglio identificato progetto battezzato Riviera solare. Con riferimento al 15 luglio si può dire che le parti cambiano tattica e strategia almeno 2 volte al giorno. Prima vicine, poi lontane, poi di nuovo vicine e così via. Ci si capisce pochissimo, se non che, ancora una volta, il non detto e l’incerto sembra molto di più di quanto si conosce. Ad occhio e croce pare impossibile che dei prestanome non particolarmente prestigiosi possano così facilmente dotarsi di tutti i denari che servono per acquistare la Virtus e programmare ai livelli giusti i primi anni di attività. E pure non è del tutto credibile Sabatini quando afferma all’improvviso di essersi stancato,salvo riprendere in mano la matassa bianconera la mattina dopo. Le soluzioni reali non possono ora essere note e quindi valutate. E ancora di più,si disvela che Bologna non è più basket city.

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