Il Csm accoglie le dimissioni di Italo Materia


©Telereggio8 LUG. 2009 – La richiesta di dimissioni presentata da Italo Materia, procuratore capo di Reggio Emilia, è stata accolta ieri dal Plenum del Csm. Il magistrato, che era uno dei due candidati per la guida della procura di Bologna, ha deciso di lasciare la toga alcuni mesi fa dopo le pesanti contestazioni mosse nei suoi confronti da Sonia Alfano, eletta recentemente al Parlamento Europeo per l’Italia dei Valori. Il Csm aveva aperto una pratica a tutela di Materia, ma la commissione lo scorso aprile aveva rinviato la discussione in seguito alla domanda del magistrato di essere posto in pensione con decorrenza 1 luglio. Proprio oggi all’ordine del giorno del Plenum c’é la designazione del nuovo procuratore di Bologna. Con l’uscita di scena di Materia l’unico candidato resta Giancarlo Tarquini, ma è molto probabile che il Csm rinvii la decisione.Materia aveva annunciato a caldo le sue dimissioni, creando anche sconcerto tra i colleghi, alcuni dei quali sostennero che da quel momento sarebbero stati tutti più esposti a critiche anche strumentali. Dopo qualche giorno, il 28 aprile, le confermò, chiedendo a Sonia Alfano di fare altrettanta chiarezza. "Procederò naturalmente in sede civile a tutela della mia onorabilità – aveva sostenuto tra l’altro il magistrato – ma non procederò in sede penale nei confronti di una persona che è vittima della mafia. Sarebbe un’azione di pessimo gusto. Procederò comunque su diversi fronti". La Alfano in quei giorni era candidata, e poi fu eletta, indipendente alle elezioni europee nelle liste di Italia dei Valori. Dall’ottobre 2008 accusa l’ormai ex procuratore, che ha avuto la solidarietà di gran parte della magistratura e anche dalla politica, di essere stato coautore di un parere favorevole alla proroga del programma di protezione a suo tempo approvato in favore del mafioso Luigi Sparacio, nel frattempo divenuto collaboratore di giustizia. "Accetto di pagare il prezzo altissimo di andarmene in pensione con otto anni di anticipo rispetto al massimo possibile e con prospettive di carriera che non avevano limite alcuno – fu la risposta di Materia alle accuse – Invito la signora Sonia Alfano a fare un gesto di chiarezza analogo a quello che ho fatto io". Il procuratore alludeva alla propria ammissione di aver pranzato col collaboratore di giustizia: "Io ho ammesso lealmente quell’incontro nella trattoria. La signora Alfano dica lealmente che il ricordo di quell’incontro era da parte sua una trovata elettorale e che probabilmente la vicenda ha assunto contorni che sono andati al di là delle sue intenzioni iniziali". E concluse difendendo il proprio operato antimafia: "Mi piacerebbe che la signora Alfano, visto che è molto informata sulle vicende di mafia della Sicilia e del barcellonese in particolare, sapesse che se c’é una persona che in tutti questi anni ha combattuto veramente la mafia in quella zona, quella persona sono io". "Senza entrare nel merito delle incomprensibili scelte personali del dott. Materia – replicò Sonia Alfano – ci tengo a precisare che il celeberrimo ‘banchetto informativo’, più volte menzionato da Materia e indicato come causa scatenante delle sue dimissioni, è un’iniziativa non riconducibile a me". Sulla richiesta di trasparenza da parte del magistrato, la candidata sostenne: "Posso solo affermare che di trasparenza ne ho usata a iosa: ho portato alla conoscenza degli emiliani fatti e vicende di ingente rilevanza quanto meno deontologica, relative al proprio procuratore capo che fino a quel momento erano sconosciute ai più".Sulla delibera di collocamento a riposo di Materia non hanno votato due componenti laici del Csm, Vincenzo Siniscalchi e la reggiana Celestina Tinelli. Insieme al collega, l’avvocato Tinelli ha diffuso nella serata di ieri una nota di commento."Abbiamo dato alla nostra non partecipazione al voto oggi in plenum sul collocamento a riposo del dott. Italo Materia, un valore simbolico per sottolineare il nostro vivo disappunto per l’andamento di questa vicenda che ha registrato ritardi criticabili del Csm nel decidere sulla pratica a tutela, cosa che oggi è stata ribadita anche dal Presidente Mancino. Insomma il dott. Italo Materia ha risposto con un atto, la richiesta di collocamento a riposo, certamente sofferto ma di grande dignità, ad una oscura manovra che lo ha colpito ingiustamente e che doveva trovare una più forte reazione da parte del Csm".

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