Il crepuscolo del cemento


BOLOGNA, 6 OTT. 2011 – Per antonomasia è sinonimo di solidità, eppure crolla. Stiamo parlando del cemento. Il cedimento a cui ci riferiamo non è però nei manufatti, ma nei volumi di vendite. La crisi della nuove costruzioni ha infatti portato a un consistente calo nei consumi interni di calcestruzzo e di calcestruzzo armato. Dal picco dei 107 milioni di metri cubi registrato nel 2006 in pieno boom edilizio, il volume è crollato nel 2010 a 63 milioni. Per il 2011 si prevere un ulteriore calo del 4,7%. Del cedimento del cemento, in termini di vendite, si è parlato a Bologna all’interno del salone Saie. L’Associazione tecnico economica del calcestruzzo confezionato (Atecap) ha presentato il rapporto "La filiera del cemento armato e il mercato delle costruzioni". L’indagine, elaborata da Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio), contiene i numeri del calo registratosi nel 2010: la produzione di cemento in Italia ha superato di poco i 34 milioni di tonnellate, con una contrazione del 5,3% rispetto al 2009.

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