Il contro-bunga bunga Idv


BOLOGNA, 10 DIC 2010 – Prima ha portato in Procura gli atti con il quale sostiene l’esistenza di una compravendita di parlamentari, poi si è regalato un bagno di folla, a Bologna, per la manifestazione-show ‘Il dittatore del Bunga Bunga’. Aspettando il voto di fiducia alla Camera il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha avuto una giornata piuttosto movimentata. Avrà anche perso qualche colonnello, ma Di Pietro ha trovato un esercito che forse non sospettava nemmeno di riuscire a mobilitare, tanto da arrivare a creare un gran caos organizzativo. E da buon generale non solo si è messo alla testa del suo esercito, ma anche a capo del servizio d’ordine. Quando è arrivato a Bologna la piazza antistante il PalaDozza (lo stesso impianto che ospito ‘Rai per una notte’) era gremita di persone per via dei filtraggi all’ingresso. Di Pietro si è visibilmente infastidito con l’organizzazione, poi ha cominciato ad impartire ordini allo staff, ed ha anche aperto personalmente alcune porte che tenevano fuori le persone, che sono state fatte assiepare sugli spalti del palazzetto, poi nel parterre, in piedi e seduti per terra. Secondo gli organizzatori erano 7mila e la stima non si allontana molto dal vero se si pensa che, per eventi di questo tipo, la capienza del PalaDozza è di circa 5.500 persone. Una risposta di popolo che, se ha creato qualche disguido tecnico e di sicurezza, ha almeno permesso al partito di dare una dimostrazione di forza (con una manifestazione alla quale hanno partecipato anche Marco Travaglio, Vauro, Antonio Cornacchione e altri ospiti) dopo le uscite di Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, i due deputati dell’Italia dei Valori che potrebbero non votare la sfiducia a Berlusconi. E che sono il bersaglio di Di Pietro. Intanto con il passaggio alla procura di Roma per denunciare "la compravendita" dei deputati, il tema del giorno che ha permesso di dare una spruzzata di imprevista attualità al ‘Dittatore del Bunga Bunga’. "A mio avviso – ha spiegato Di Pietro – ci troviamo in presenza di fatti gravi, penalmente rilevanti, che coinvolgono esponenti politici nelle istituzioni parlamentari e che in un Paese civile non dovrebbero mai accadere". L’ex Pm ha detto di aver prodotto "molti documenti e numerose prove". Dopo il passaggio giudiziario, però, Di Pietro ha additato i responsabili politici di quella che lui chiama "la compravendita", a cominciare dalle "mele marce" come lui stesso le ha definite, che si è ritrovato in casa. Traendone una conclusione: "il Parlamento non è più in grado di decidere secondo libertà e coscienza – ha detto – perché ci sono persone che o si lasciano comprare o si fanno minacciare o si adattano, come Ponzio Pilato, a stare a guardare. Prima questo Parlamento viene sciolto meglio è per la democrazia". Una giornata movimentata, insomma, in vista dell’appuntamento del 14 dicembre. Che comunque vada, però, secondo Di Pietro, avrà un esito già fissato. "Il Capo dello Stato deve capire che non c’é più maggioranza politica e tutto il resto è un modo per vivacchiare, dal 15 in poi ogni volta che si vota una norma non si sa se è per volontà del Parlamento o dell’ultimo mercato delle vacche". In uno show politico in cui si sono così alternate informazione e intrattenimento, Di Pietro ha scelto anche la strada dell’ironia: "Che c’azzecca – ha detto – andare via dall’Idv per votare la sfiducia? La prova dell’ipocrisia è che in odio a me questi votano la fiducia. E come se in odio alla moglie che mi ha tradito mi taglio… il braccio".

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