Il commissario non si candida: “No alle casacche”


BOLOGNA, 15 FEB. 2011 – Sabato scorso non si era espressa sulla sua eventuale candidatura a sindaco di Bologna, ma aveva promesso una decisione in pochi giorni. E oggi Anna Maria Cancellieri, commissario da un anno alla guida della città dopo le dimissioni di Flavio Delbono, è stata di parola, ufficializzando la sua rinuncia con una nota. "Poiché da più parti mi si indica come candidato di parte – ha scritto – esprimo la mia indisponibilità ad essere espressione di qualsiasi schieramento politico nazionale o locale". Dunque, aggiunge, "con queste premesse, non ci potrà essere alcuna mia candidatura, fermo restando il rispetto che ho per il ruolo dei partiti con i quali sempre ho avuto modo di collaborare lealmente nella reciproca considerazione dei ruoli istituzionali". I candidati principali in campo nella corsa a palazzo D’Accursio rimangono quindi il Pd Virginio Merola, che ha vinto le primarie del centrosinistra, e il civico Stefano Aldrovandi, appoggiato dall’ex sindaco Giorgio Guazzaloca. Terzo incomodo il ‘grillino’ Massimo Bugani.A spingere per una candidatura della Cancellieri era stato nei giorni scorsi soprattutto il centrodestra, ma anche il Terzo Polo era rimasto in attesa delle decisioni del commissario. Merito della grande popolarità guadagnata in dodici mesi di guida della città, nei quali la Cancellieri ha incassato riconoscimenti bipartisan al proprio lavoro. "Ringrazio della considerazione con cui da molte cittadine e molti cittadini è stata avanzata l’ipotesi di una mia candidatura a sindaco di Bologna. Di questo sono profondamente grata ed onorata", ribadisce nella nota il commissario, aggiungendo, però, che "in alcun modo potrei mai essere ‘la candidata’ di un partito piuttosto che di un altro o di qualunque autorevole esponente politico locale o nazionale perché ciò confliggerebbe con il mio attuale ruolo di servitore terzo di tutti i cittadini bolognesi". Con il ‘no, grazie’ della Cancellieri si ferma anche il movimento spontaneo dal basso che spingeva per la candidatura del commissario. "La città perde sicuramente una grande opportunità ma ne esce a testa alta. Non abbiamo secondi fini o seconde scelte per cui, almeno per ora, ci fermiamo qui", scrive su Facebook il "Movimento per Cancellieri sindaco" che, guidato dall’ex consigliere comunale guazzalochiano Alberto Vannini, nei giorni scorsi aveva lanciato la campagna pro-Cancellieri. Ora si tenterà anche di fermare l’affissione dei 600 manifesti stampati per invocare l’impegno politico del commissario: "Abbiamo valutato che potrebbero prestarsi a dare il via a nuove ed ulteriori polemiche di opportunità o creare imbarazzi, per cui stiamo facendo tutto il possibile per fermarli", si legge in una nota. "Tra noi ora discuteremo e valuteremo se (e come) impegnarci nella prossima campagna elettorale", prosegue il Movimento sottolineando che "se lo faremo, sarà sempre con spirito libero e con l’unico scopo di dare il nostro contributo ad un futuro migliore per la nostra città rispetto al recente, decadente passato". Quanto al rifiuto del commissario di correre, si tratta di una scelta da accettare "con il più assoluto rispetto e con la consapevolezza che è dettata da motivazioni profonde". Nella richiesta avanzata alla Cancellieri "c’era soprattutto il forte desiderio di dire comunque un grazie per quanto ha fatto in questo anno per Bologna, e anche questo lo abbiamo fatto in modo libero e senza secondi fini". E, conclude il Movimento, "é chiaro e evidente a tutti come vi siano state reazioni spesso sopra le righe di una buona fetta della politica bolognese" e "questo lascia intendere come la candidatura civica della Cancellieri fosse temuta e come vi fossero quindi ampie possibilità che potesse essere eletta".In effetti, a giudicare dai primi commenti, il Partito democratico bolognese sembra titrare un bel sospiro di sollievo. "La decisione di Anna Maria Cancellieri di non candidarsi alle prossime elezioni amministrative le fa onore e dimostra ancora una volta la sua correttezza istituzionale e il profondo senso dello Stato che abbiamo sempre apprezzato nel suo operato". A sottolinearlo è il segretario cittadino del Pd Raffaele Donini che, in una nota, ha anche auspicato che "la si smetta di tirarla per la giacca e si collabori tutti insieme per concludere nel migliore dei modi questo lungo e complesso periodo di commissariamento del Comune, a partire dall’approvazione del bilancio".

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