Il clan dei casalesi a Modena gestiva gli “affari” dalla prigione


MODENA, 9 MAR. 2009 – E’ in corso dalle prime ore della mattina una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato di Modena a carico di componenti del clan dei Casalesi. I provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna sono cinque; due riguardano agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Modena. Le accuse sono di vario tipo tutte aggravate dalla partecipazione ad associazione di stampo camorristico.L’operazione arriva a conclusione di un’indagine, avviata nel dicembre 2007, che ha consentito di riscontrare l’infiltrazione di esponenti del clan in provincia di Modena, oltre che nelle tradizionali attività estorsive, anche nell’apparato amministrativo ed in attività economiche di trasformazione, come la gestione di circoli privati. Secondo quanto è emerso, alcuni esponenti dei Casalesi, detenuti nella Casa Circondariale di Modena in regime di "alta sicurezza", con la compiacenza di due operatori della Polizia Penitenziaria di Modena, impartivano ordini e direttive, sia per mantenere contatti con l’esterno (con la provincia di Modena e con altri centri dell’Agro Aversano), sia per la gestione di due circoli privati in provincia di Modena. Numerosi i sequestri e le perquisizioni nell’ambito dell’operazione denominata ‘Medusa’.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet