Il Cavallino vuole rialzare la testa


MARANELLO (MO), 15 NOV. 2010 – Il giorno dopo, si sa, è sempre il più duro. A 24 ore dal pomeriggio maledetto di Abu Dhabi che ha cancellato il sogno mondiale la delusione è ancora palpabile, ma in casa Ferrari si cerca di girare subito pagina e di pensare già al 2011, per riportare la Rossa alla vittoria. Fernando Alonso prova a smaltire la rabbia facendo tesoro dei i fattori positivi di un anno che, comunque, non è certo da buttare via. Secondo il pilota spagnolo "dobbiamo continuare così, uniti e determinati. Dobbiamo vivere il prossimo anno con quella voglia di vincere che ci ha caratterizzato e che, l’ho imparato subito, è un segno dell’identità Ferrari. Dobbiamo migliorare la macchina, fare in modo che gli errori che tutti – noi piloti e la squadra – abbiamo commesso durante l’anno non si ripetano".Oltre alla bruciante sconfitta, però, a Maranello pesano anche gli strascichi polemici lasciati dagli evidenti errori di strategia commessi dalla squadra. Il ministro leghista Roberto Calderoli ha chiesto addirittura le dimissioni del presidente Ferrari. Luca Cordero di Montezemolo si è subito affrettato a chiarire che non ha alcuna intenzione di lasciare. "Parliamo di cose serie" ha dichiarato al quotidiano online Affaritaliani.it, aggiungendo poi che "qualunque dichiarazione per mera speculazione politica non scalfisce minimamente lo straordinario impegno e la capacità degli uomini e donne delle Ferrari di cui sono orgoglioso". Dopotutto con Montezemolo, in Ferrari dal 1991, le Rosse hanno vinto in totale 14 titoli mondiali complessivi. "Quando lo statista Calderoli nella sua vita avrà realizzato l’1% di quanto fatto in questi anni dalla Ferrari per il Paese in termini industriali e sportivi – taglia quindi corto il numero uno del Cavallino – a quel punto meriterà una risposta".Alle critiche del mondo politico – mitigate per la verità dalle dichiarazioni del ministro Maroni, secondo cui "il team Ferrari è il più professionale di quel mondo e non ha colpe: dispiace questa sconfitta ma ci sta" – ha risposto anche il team Ferrari. "Per tutti noi è una giornata difficile. La notte non ha diminuito l’amarezza per un epilogo triste di una stagione comunque straordinaria – ammette la scuderia sul sito media del Cavallino – Ci dispiace invece vedere che c’é qualche politico che, stando alla finestra, una volta è pronto a saltare sul carro del vincitore, l’altra reclama la ghigliottina quando le cose vanno male". Da Maranello fanno inoltre sapere che "non capiamo nemmeno chi si compiace con l’autoflagellazione, chi si crogiola nella cultura del ‘tutto sbagliato, tutto da rifare’. Sono vizi molto italiani, che dovremmo imparare a scrollarci di dosso". In soccorso della Rossa arrivano comunque due pezzi da novanta: Piero Ferrari e Sergio Marchionne. Il figlio del Drake si è detto "stupito e amareggiato per certe dichiarazioni che alcuni politici e un ministro della Repubblica hanno rilasciato dopo la gara di ieri. Nella mia vita in Ferrari non è mai successo che la politica intervenisse nei momenti belli e brutti della nostra vita sportiva e vorrei che fosse sempre così". L’ad Fiat, invece, ha definito le dichiarazioni di Calderoli "battute sarcastiche del tutto ingenerose e offensive". "Il risultato del Gran Premio di Abu Dhabi di ieri – ha affermato Marchionne in una nota – non è certo quello che tutti noi aspettavamo. Ma – ha aggiunto – dobbiamo comunque essere grati agli uomini e alle donne della Ferrari che con il loro lavoro hanno permesso di avvicinare un traguardo che fino a poche settimane fa sembrava impensabile".Forti malumori, in realtà, si registrano anche in Spagna, dove non si nasconde la forte delusione di fronte agli errori della scuderia italiana. "Maldita estrategia" (maledetta strategia) titola El Mundo, secondo il quale "Alonso perde il titolo di F1 per un grave errore della Ferrari nella gestione della corsa". ""Ferrari si sbaglia, Alonso lo paga" è il titolo di As, mentre per La Vanguardia "il fiasco della Ferrari incorona Vettel". "Error al cubo" si lamenta Marca e El Pais titola "Alla fine hanno vinto loro, se lo meritano" titola El Pais, citando lo stesso Alonso, mentre per La Vanguardia "il fiasco della Ferrari incorona Vettel". Bisogna però archiviare subito la grande amarezza, perchè è già tempo di tornare in pista. Non c’é un attimo di pausa per tirare il fiato in questa lunghissima stagione, e forse in questo momento per il Cavallino guardare avanti è la cosa migliore. Da domani si gira: prima due giorni con i giovani piloti – per la Rossa sarà impegnato il neocollaudatore Jules Bianchi – poi, venerdì e sabato, test con le nuove gomme Pirelli, che saranno provate da Massa e Alonso.

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