Il caso Iris sbarca anche a Roma


©  Trc/Telemodena 200914 GEN. 2009 – L’annunciata chiusura del gruppo di Romano Minozzi è al centro di una interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole del Pdl Tommaso Foti che chiede al Ministro dell’Industria iniziative urgenti per evitare la liquidazione dell’azienda o almeno per attenuarne gli effetti. Provocatoria la dichiarazione congiunta dei parlamentari leghisti Torri e Alessandri: “Se l’azienda chiude a costo zero – dicono i due esponenti del carroccio – tanto vale darla in mano ai lavoratori”. Per Torri e Alessandri occorre che il Governo intervenga con forti ammortizzatori sociali e aiuti gli industriali a investire sull’innovazione. I consiglieri del Pdl del comune di Sassuolo hanno presentato un ordine del giorno in cui invitano le istituzioni locali del distretto a fare tutti la propria parte per scongiurare, per quanto possibile, gli effetti della crisi. Il documento è stato inviato a Regione, Senato e Camera dei deputati. Si ricolge alla Regione il capogruppo di Rifondazione comunista Leonardo Masella: il partito appoggia lo sciopero a oltranza dei lavoratori e dei sindacati e qualsiasi forma di conflitto messa in campo, come il blocco delle merci. Chiede al sindaco di Sassuolo di attivarsi presso il ministero competente Rocco Capuozzo, capogruppo dei comunisti che, per garantire la continuità del processo produttivo, rilancia con l’idea di nazionalizzare il gruppo Iris. E questa sera sarà il nostro settimanale di approfondimento Nautilus a fare il focus sulla crisi del settore ceramico e dell’Iris in particolare. “Il vento della crisi” è il titolo della puntata che dalle 21.15 ospiterà Vincenzo Tagliaferri, sindacalista della Cisl, Graziano Pattuzzi, sindaco di Sassuolo, Paolo Gambuli, direttore Acimac e Filippo Borghi, vicepresidente di Confindustria. Conduce il giornalista Ettore Tazzioli. La Fiom Cgil segnala il mancato accordo sulla Cassa Integrazione alla Rossi Motoriduttori di Modena e alla Seimec di Carpi. Nel terzo incontro tra la direzione aziendale, Confindustria e le rappresentanze sindacali – si legge in una nota – l’azienda non ha voluto riconoscere la maturazione dei ratei di ferie e permessi retribuiti ai lavoratori coinvolti nella cassa integrazione che riguarderà tutti i 330 addetti per 13 settimane a rotazione a partire dal 12 gennaio. Inoltre, prosegue la Fiom, non c’è stato nessun impegno da parte aziendale sui lavoratori a termine che rischiano il posto di lavoro alla scadenza del contratto. “Anche per questa volta – sostiene il sindacato – a pagare il costo della crisi saranno i lavoratori, la Rossi motoriduttori ha infatti cresciuto il proprio fatturato per gli anni 2007 e 2008 ma non ha riconosciuto nessuna delle richiese, se non l’anticipo della cassa integrazione che ha un costo zero per l’azienda”. Assemblee dei lavoratori saranno indette nei prossimi giorni.

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