Il Bologna verso un finale tranquillo di campionato


BOLOGNA, 21 MAR. 2011 – Sembra dunque finire senza patemi d’animo il campionato 2010-2011 per il Bologna. Anche il pari casalingo per 1-1 contro il Genoa è stato messo agli archivi da tutti con una scrollata di spalle nella certezza pressoché matematica che pure il 22 maggio – giorno dell’ultima del torneo – la squadra sarà verso la metà classifica. Fuori comunque dai marosi degli ultimi posti. Va detto con totale chiarezza: un esito, questo, superiore ad ogni più rosea previsione, un regalo gigantesco per tifosi e sportivi tutti, un eccellente prestazione d’assieme per la squadra e per la società. Pari dunque tra Bologna e Genoa, un risultato che fotografa correttamente quanto si è visto in campo. Il Bologna è stato meno efficace e brillante di parecchie altre volte, si è mosso al piccolo trotto per metà primo tempo, ha palleggiato solo in orizzontale divenendo quindi prevedibile e poco incisivo. Solo quando Della Rocca ha servito nel modo giusto Di Vaio è scoccata una scintilla perché il capitano ha centrato ancora una volta il bersaglio, con scatto, dribbling e tiro di una qualità purissima. Evviva a lui ancora una volta.A seguire, la partita si è leggermente animata e allo scadere dei 45’ il Genoa in mischia ha raggiunto il pari. Ripresa, allora. Il Bologna spinge più di prima ma tira poco e niente, i subentranti Paponi e Siligardi non si fanno quasi vedere, girano a vuoto rendendo sterili i tentativi di pungere dell’attacco di Malesani. Non molto di diverso accade per il Genoa, dove Milanetto e Rossi orchestrano sì le manovre che però non trovano valide conclusioni. Fine, sipario e tutti a casa, per stavolta. Ma riguardo al Bologna si è notato un minimo di stanchezza fisica e di appannamento di idee. Cross ben fatti dalle corsie non ne sono praticamente arrivati, alcuni uomini non si sono espressi al meglio: non vuol essere una critica, ma solo render conto che forse l’impegnativa e bella galoppata finora espressa può far calare in qualche modo il rendimento, sia individuale sia collettivo. Anche perché si può essere appagati, crediamo, da una così vivace ed importante stagione.Viene spontaneo immaginare, come ha dichiarato lo stesso Malesani, che cose buone verranno comunque fatte prima di chiudere bottega e quindi una domenica di mezza festa è più che giustificabile. Allora sotto, probabilmente, con un po’ di vetrina per quelli che hanno giocato meno, con qualche esperimento che è stato giocoforza rinviare finora. Magari non quello visto di Ramirez troppo “esiliato” sull’esterno. Il gioiellino deve dimostrare ancora molto, pur se le sue qualità sono indiscutibili. Le verifiche del caso, però, andrebbero fatte con un ruolo più congeniale al ragazzo, magari sull’intero fronte d’attacco senza troppi vincoli tattici strettamente intesi. Comunque sia, pure di ipotesi circa piazzamenti validi per l’Europa League si è parlato troppo. Non ci si può obiettivamente credere, a meno di non voler sparare titoloni e creare della bagarre tra giornali e tv. Le distanze da colmare sono troppe e la rosa del Bologna ha spremuto già molto di più di quanto fosse accreditata, diciamo la verità.Un altissimo traguardo, in alternativa ai sogni proibiti europei, sarebbe quello di chiudere il campionato col decoro e la serietà dimostrate finora, elementi che a Bologna sono mancati in diverse annate. Così verrebbe ancora in massima evidenza lo spessore tecnico e morale di questi ragazzi e verrebbero certamente anche quei punti che sarebbero un bottino di tutto rispetto ,un totale che la squadra può raggiungere se rimane concentrata e con la voglia degli ultimi mesi. Diciamo attorno ai 50 punti realmente fatti, al lordo della penalizzazione. E chissà che a quel punto anche il futuro di Alberto Malesani e di Carmine Longo a Bologna non diventi un problema facile da risolvere.

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