Il Bologna va avanti grazie al collettivo


BOLOGNA, 7 FEB. 2011 – Esattamente 30 giorni or sono riprendeva il campionato dopo la sosta delle feste. Il Bologna doveva giocare 7 partite più una di Coppa Italia. Un mese caldo, denso di impegni e con parecchie cime da scalare all’inseguimento del traguardo da non mancare, un traguardo non poco appesantito dai 3 punti di penalizzazione causati dalle malefatte porceddane. Però adesso si può dire che le cose sono andate bene, che in classifica si sta a quota 29 con una partita ancora da giocare al Dall’Ara contro la Roma e che 11 sono stati i punti raggranellati nelle 4 settimane ormai alle spalle, un bottino forse insperato ma sicuramente meritato. L’ultima puntata della nostra vicenda mensile è stata la partita vinta per 1-0 contro il Catania. Un successo, considerato assieme alle partite disputate da gennaio in poi, che ha messo in luce proprio l’elemento più importate di questo spezzone di stagione rossoblu, ovvero la maturazione del collettivo, la totale convinzione nei propri mezzi, la compattezza della rosa, di chi gioca e di chi non gioca, la capacità di non cedere alla sfortuna o agli episodi che pure possono sempre capitare in negativo. In altre parole si è certificato il carattere della squadra, il suo temperamento come merce preziosa in campo sportivo. Il tutto sotto la regia di Malesani che molto del suo ha messo sia nella tenuta nervosa dei giocatori sia nel rendimento che il Bologna sfodera in campo. Ora ci saranno (qualcuno arriva a lamentarsi) altre 4 partite molto difficili, ma si devono incontrare tutte le concorrenti di A. Il momento è pure leggermente critico per i diversi titolari falciati da squalifiche ed infortuni, ma nulla è irrimediabile in forza delle doti nervose prima evocate. E, ad ogni modo, sempre in stagione ci sono i picchi delle situazioni avverse che sembrano congiurare contro la rotta che si è imboccata. Ma è sicuramente sbagliato fasciarsi la testa prima di essersela rotta, perché il Bologna ha uomini e mezzi per fronteggiare simili evenienze. Si è visto un po’ anche contro il Catania. Esauriti i cambi alla mezz’ora della ripresa, si è fatto male Ekdal, rimasto in campo zoppicante per amor di firma. Ma ognuno ha stretto i denti per portare a casa un preziosissimo risultato, mentre il siciliani operavano in forcing continuo, seppure imprecisi e poco ordinati. Un quarto d’ora abbondante durante il quale il Bologna ha giocato solo tenendo alta la tensione per non mettere a rischio i 3 punti senza andare troppo per il sottile sotto il profilo tecnico. Del resto va detto che i rossoblu, se si guarda al contenuto prettamente tecnico, non hanno offerto una buona prestazione, seppure favoriti dall’espulsione di Alvarez al 22’pt. Sono incappati in una esibizione abbastanza opaca, dalle manovre spezzettate, a tratti non convinte, senza l’articolazione ed il ragionamento che ormai fanno parte delle loro migliori caratteristiche. Tanto per dire, è mancato praticamente del tutto il gioco sulle corsie laterali e questo fa capire come di conseguenza la manovra non potesse essere ariosa e ficcante come in altre occasioni. I 3 centrocampisti davanti alla difesa sono stati troppo a lungo accentrati e Della Rocca ha impressionato meno di altre volte nel suggerire e cercare di costruire. Nessun problema, cose di questo genere possono capitare e servono a spiegare la poca brillantezza e la frammentarietà del gioco del Bologna. Intanto la cosidetta legge del Dall’Ara non è stata infranta, qui ha vinto solo il Milan. Così come nella continuità di espressione occorre citare un ottimo Viviano ed un Perez che non solo si conferma, ma che è in crescendo di partita in partita. E sì, di tutti e di ognuno ci sarà ancora molto bisogno da qui a maggio inoltrato.

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