Il Bologna riparte dopo il tagliando invernale


BOLOGNA, 4 FEB. 2010 – L’atteso mercato calcistico di riparazione è ora agli archivi. Ormai si farà con quanto assemblato ed ammucchiato: la rosa estiva, gli eventuali arrivi fuori sacco e gli innesti di gennaio. Rien ne va plus, detto quanto mai azzeccato per il Bologna che qualche esigenza di ritocco pure l’aveva ,naturalmente nell’ottica di proseguire a fare punti provando di arrivare al porto della salvezza. E’ allora il caso di mettere in fila alcune conclusioni, alla luce anche di una conferenza stampa tenuta dalla presidente Francesca Menarini, dal direttore generale Luca Baraldi e dal direttore sportivo Fabrizio Salvadori. Il quadro generale. Sono arriuvati Appiah, Buscè, Capellini, Elia, Modesto, Pisanu, Savio, Succi. Sono partiti Bombardini, Osvaldo (prestito), Tedesco, Pasi, Valiani, Vigiani. Negli assetti della rosa tali movimenti significano un abbassamento dell’età media, un risparmio nel monte stipendi mensile la cui quantità però la società non ha precisato e, purtroppo, la permanenza di un caso Marazzina, titolare di un lauto stipendio mensile che non ha potuto, o voluto, essere trasferito. Teniamo conto che, Baraldi dixit, con simile stipendio si pagano mensilmente 60/70 operai dell’industria. Siamo attorno ai 750 mila euro annui. Sotto il profilo tecnico, il più interessante per me, le mosse sono state buone se si pensa alle zero spese sostenute, visto che in entrata si tratta solo di prestiti o di comproprietà o di svincolati. Andando leggermente più a fondo mi pare comunque che il non arrivo di un regista o figura simile sia, tutto sommato, una lacuna perché la mediocre qualità complessiva dei quadri reclamava adeguato riempimento per offrire garanzie reali al gioco che Colomba vuole sviluppare. Ora si dice che il gioco, appunto, scaturirà dalle fasce abbastanza rafforzate, ma certo non è la stessa cosa. Ed il fosforo in mezzo al campo serve sempre in realtà. Qualunque sia la tattica adottata. Parimenti qualcosa manca in difesa a sinistra, essendo il girone di ritorno appena avviato e dovendo il Bologna sostenere ancora dure battaglie per raggiungere il suo traguardo. Vedremo cosa succederà. Ma dal punto di vista generale  molto importante anzi decisiva, sarà la scadenza del prossimo 30 giugno. Infatti allora bisognerà decidere per i riscatti eventuali degli atleti in prestito e per quelli in comproprietà. Compresi quelli in scadenza di contratto, sono in totale 15 i giocatori che possono sparire il 30 giugno dalla rosa e ciò indica chiaramente gli sforzi grossi che attendono la società, per l’aspetto tecnico e per quello economico. Insomma in ogni caso è necessario andare in tasca ed avere idee nette per la fine di giugno. Tra pochissimo, direi. Il clima societario. Idee nette e impegno economico. Baraldi ha parlato assicurando che ci saranno l’uno e le altre. Ha parlato con decisione, fornendo spiegazioni di qualche dietro le quinte, ma senza rivelazioni particolari. La presidente ha tessuto le lodi del direttore generale, mentre il padre finora non si è fatto sentire. E questo alimenta alcune voci su una nuova discrasia in casa Menarini. Il padre sarebbe orientato a lasciare, mentre la figlia sposerebbe la mission incarnata da Baraldi, ovvero rimettersi in marcia guardando un po’ più lontano, una volta che la società ha trovato nel dg la mano ferma e competente che può rinfrancare stabilmente il Bologna. Il che non può non comprendere un nuovo impegno economico.La Menarini non ha voluto trattare il tema nuovo stadio e nemmeno quello degli aspiranti compratori, due cavalli di battaglia invece di Menarini senior. E non si può negare che questo soffi ancora nebbia sul clima societario, che invece sul piano direttivo e tecnico è saldamente ,direi, dominato da Baraldi. Anche qui dobbiamo aspettarci, credo, altre mosse ed altri pareri. Pronunciarsi definitivamente oggi è impossibile. Mi verrebbe comunque di obiettare ad una affermazione categorica di Baraldi, secondo la quale, come riportato sopra, le operazioni si chiudono a costo zero. L’obiezione consiste nel fatto che è stato comunicato pure l’avvenuto pagamento di 2 milioni per acquisire totalmente la proprietà di Henri Gimenez, l’uruguagio brillante debuttante in prima squadra da gennaio in poi. Operazione felice, ma con esborso. Obiezione piccola, mi rendo conto, ma necessaria per disegnare esattamente il perimetro entro cui si mossa la società rossoblu.

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