Il Bologna pareggia a Torino e continua a sperare


TORINO, 9 MAG 2009 – A quattro minuti dalla salvezza, il Torino ha fatto harakiri calcistico: prima ha fallito un gol elementare con Bianchi e sarebbe stato il raddoppio che avrebbe chiuso la partita e poi si è fatto sorprendere da una incursione di Osvaldo, che Calderoni ha dovuto abbattere in area per il rigore del pari rossoblù. Alla fine sono tutti scontenti dell’1-1: il Torino, che con i risultati di oggi sarebbe stato praticamente salvo in caso di vittoria, e il Bologna, cui il pari serve poco per sperare. I granata hanno mostrato ancora una volta immaturità e scarsa personalità, gli emiliani hanno regalato un tempo all’avversario e anche nel momento della riscossa hanno denunciato limiti di gioco vistosi. Il Toro era partito benissimo, con ritmo e possesso delle fasce. Rosina finalmente pimpante saltava sistematicamente l’avversario e i risultati sono arrivati: il Bologna balbettante é stato chiuso nella propria area e c’era odore di gol da un momento all’altro. La rete è arrivata al 26′ con Barone, ma l’arbitro ha annullato per fuorigioco dello stesso centrocampista, davanti alla palla già quando Bianchi aveva tentato l’incornata. Stadio rumoreggiante, partita che si scalda e l’arbitro che non riesce a contenerla. Ci mette anche del suo, il direttore di gara, quando, al 37′, concede un rigore ai padroni di casa per lo meno dubbio: il fallo di Valiani su Rubin c’é, ma è più che altro un intervento scomposto e la palla era abbondantemente uscita sul fondo. Rosina realizza il rigore liberatorio ma la partita va a rotoli: ammonizioni in serie, gioco spezzettato, si teme il peggio. Per fortuna arriva l’intervallo. Il Bologna rientra in campo con ben altro piglio e il Toro cala, avendo speso parecchio. I rossoblù prendono il possesso del centrocampo e inseriscono due uomini, Marchini e Osvaldo, che risulteranno decisivi. Prima ci prova Valiani a rendersi pericoloso dal limite, poi Calderoni compie un miracolo su Marchini. E’ il campanello d’allarme di un Toro sulle ginocchia, che cerca solo il contropiede per chiudere i conti. Le occasioni le avrebbe, due volte con Bianchi a tu per tu con Antonioli, ma il centravanti sparacchia debole. Anche Colombo fa gridare al gol, ma Antonioli e la traversa dicono di no. Il pasticcio più grosso, però, il Toro lo combina in difesa, quando, a quattro minuti dalla fine, lascia penetrare Osvaldo in area: Calderoni non può fare altro che stenderlo e Di Vaio trasforma il rigore. Nel frattempo Camolese aveva tolto Rosina (molto attivo oggi) e questo si rivelerà un errore perché Gasbarroni non è uomo da contropiede e la squadra così ha abbassato ulteriormente il proprio baricentro. Finisce nell’angoscia granata, perché questo era davvero lo spareggio salvezza e ora gli impegni saranno durissimi, con Napoli, Genoa, Roma. L’ambiente è scosso e l’ottimismo è calato vistosamente. Il Bologna ha avuto il merito di acciuffare un risultato che forse non le basterà, ma la sconfitta avrebbe sancito la serie B senza appelli. La disperazione può mettere le ali ai piedi, ma il gioco dei rossoblù è davvero sconfortante, se lo si paragona ad altre concorrenti di pari livello che si godono già da tempo la salvezza, come Siena, Atalanta, Cagliari, Catania e lo stesso Chievo, non ancora salvo ma quasi. (ANSA).

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