Il Bologna non brilla, 1 a 1 col Genoa


BOLOGNA, 20 MAR 2011 – Il Bologna stecca la partita col Genoa, conquistando soltanto un pareggio. Passati in vantaggio al 28′ del primo tempo con il solito gol del capitano Di Vaio (giunto a quota 18 in campionato), viziato però da un fallo di mano, i rossoblù si sono fatti rimontare nel finale del primo tempo dalla rete di Dainelli. Il pareggio non serve molto ai rossoblù per alimentare le speranze di Europa: il Bologna, ormai salvo matematicamente, è staccato 5 punti dal settimo posto, occupato dalla Juventus. In mezzo ci sono anche Palermo e Fiorentina, rispettivamente con tre e un punto più dei bolognesi. Per battere tale concorrenza, e per continuare a sognare, servono gare di ben altra qualità.LA CRONACA DELLA PARTITA – Il pareggio premia più l’organizzazione e l’attenzione difensiva che non quello che le due squadre hanno proposto: pochi pericoli e un po’ di noia primaverile. Sul risultato pesa però il gol con il quale il Bologna è passato in vantaggio: quando Della Rocca ha lanciato Di Vaio, il capitano rossoblù ha controllato il pallone aiutandosi con una mano prima di battere a rete. Il Genoa ha pareggiato dopo un quarto d’ora quando Dainelli, il migliore in campo anche per un’imperiosa partita alla guida della sua difesa, ha ribadito in gol, da bomber di razza, una miracolosa risposta di Viviano, dopo che, sempre lo stesso difensore genoano, di testa, aveva girato in porta una punizione di Milanetto. Il Bologna è partito con un po’ di verve in più: con Della Rocca trequartista e Ramirez (che migliora di partita in partita) spostato al fianco di Di Vaio per non squilibrare troppo l’assetto tattico, ha fatto un gran possesso di palla, ma dalle parti di Eduardo ci è arrivato di rado e con poca convinzione. Al Genoa, colpito da quel gol con la mano beffarda del suo ex incompreso (18 in campionato, con una dedica implicita al Giappone, dopo essere sceso in campo con una fascia da capitano con i colori del Sol Levante), il merito di aver riannodato la partita con un gol ben costruito su un calcio fermo. Ma anche, e soprattutto, quello di non aver concesso il minimo spazio al Bologna, con una squadra corta e una difesa che non ha praticamente sbagliato mai un pallone. La ripresa non ha concesso grandi sussulti: Malesani ha provato a vincerla buttando nella mischia tutti gli attaccanti che aveva a disposizione, il Genoa ha controllato senza concedere e senza rischiare. Il Dall’Ara si è illuso solo un po’ nel finale, aspettando l’ennesimo miracolo nei minuti di recupero: il Genoa ha tremato per un atterramento in area di Perez, regolare secondo l’arbitro Doveri. Bologna e Genoa si sono spartite così il premio in palio e rafforzato i presupposti di un destino comune nei loro ultimi due mesi di campionato. La salvezza, per entrambe, pare una faccenda nemmeno più da discutere: il Bologna ha raggiunto la fatidica soglia psicologica dei 40 punti, al Genoa ne manca uno per centrarlo. Gli obiettivi più ambiziosi, che qualcuno nelle due piazze aveva cominciato a sognare, paiono però destinati a rimanere solo un sogno. La primavera può cominciare senza ansie di nessun genere, solo con il rischio di sonnecchiare un po’. Per il Bologna solo il rammarico di quei tre punti persi per i pastrocchi finanziari dell’era Porcedda: si temeva potessero costare la salvezza, alla fine pregiudicano soltanto i sogni europei.

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