Il Bologna nel dramma: problemi in campo e fuori


NAPOLI, 22 NOV. 2010 – Come ampiamente previsto, i guai societari che si sono abbattuti su Casteldebole in settimana hanno avuto una pesante ripercussione anche sulla prestazione del Bologna. I rossoblu escono umiliati dal San Paolo al termine del posticipo con il Napoli perso 4 a 1. Una sconfitta che fa scivolare la squadra tristemente ed ineluttabilmente in classifica, e che nel contempo permette ai partenopei di riprendere il terzo posto in classifica scavalcando la Juventus e la Roma.Ma qui il problema non è neanche tanto societario: è la differenza tecnico-tattica tra le due squadre che appare incolmabile. I frombolieri del Napoli giocano in attacco come il gatto con il topo. A tratti sembra che Lavezzi, Cavani ed Hamsik più che pensare ad impegnarsi, pensino a divertirsi. E se qualche problema gli azzurri lo avrebbero potuto avere per le loro conclamate difficoltà nello sbloccare il risultato al San Paolo contro squadre di minor levatura, il gol di Maggio dopo appena due minuti toglie anche da questo imbarazzo. Il Napoli, nonostante i supplementi infrasettimanali di fatica dei suoi nazionali, si schiera con i titolari. Malesani risponde con un 4-3-3 elastico in cui Rubin sulla sinistra in difesa e Buscé sulla destra in attacco vanno all’occorrenza di volta in volta a rinforzare la linea di centrocampo. Ma il Bologna è costretto a giocare tutta la partita in affannosa rincorsa e questo favorisce ulteriormente il Napoli che pure non ne avrebbe bisogno. I contropiedisti azzurri, infatti, si esaltano ogni volta che la difesa o la linea mediana innescano la ripartenza dell’azione. Lavezzi, in particolare, è irrefrenabile e non si contano le sue travolgenti azioni nel cuore della difesa emiliana. Il Napoli arriva in area di rigore avversaria senza grandi problemi ed all’inizio del secondo tempo il Bologna è già sotto di tre reti. La partita subisce un piccolo sussulto quando gli emiliani accorciano le distanze con Meggiorini, ma é un fuoco di paglia. Ci pensa Cavani, che raggiunge così di nuovo Etòo in testa alla classifica dei cannonieri, a ristabilire poco dopo le distanze. Il resto della partita del Napoli viene vissuto tutto nell’attesa di un gol di Lavezzi che sarebbe il suggello ad una prestazione maiuscola dell’argentino. Lo vuole lui stesso, ovviamente, e lo cerca con determinazione ed ostinazione. Ma lo vogliono anche i compagni di squadra ed il pubblico che spinge il Pocho con cori ed incitamenti. Alla fine questa tensione collettiva non dà i frutti sperati. Manca l’apoteosi per Lavezzi, ma il Napoli dimostra di esserci nella lotta per le posizioni di vertice, mentre il futuro del Bologna appare sempre più ricco di dolorose incognite.

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