Il Bologna ha già tirato i remi in barca


BOLOGNA, 11 APR. 2011 – Scriviamolo tra il serio e il faceto, perché dispiacerebbe la ripetizione, a dispetto del silenzio stampa dei rossoblu. Ma il Bologna contro il Napoli (0-2) è stato molto inferiore a quanto ha dimostrato in precedenza di saper fare. Dice bene Malesani: il Napoli è secondo in classifica e quindi non è uno scandalo se vince contro di noi. Certo nessuno si scandalizza, ma è pure vero che il Bologna si è battuto quasi al piccolo trotto, che ha tirato poco e niente nello specchio della porta, al punto che De Sanctis ha fatto una sola parata degna di questo nome su bolide di Rubin, quasi al termine del secondo tempo. Insomma azzurri superiori e rossoblu inferiori, ma il pubblico di casa è autorizzato a masticare amaro siccome, tra l’altro, da ben oltre un mese non arrivano i tre punti al Dall’Ara. I giocatori hanno diritto ad essere stanchi e un po’ appagati e il tecnico ha ragione quando sostiene che la stagione è stata faticosissima. Il fatto è che i biglietti e gli abbonamenti riguardano le 19 partite casalinghe ed è umano allora che qualcuno sbuffi quando si accorge che i pistoni girano troppo piano per arrivare al successo, che molte volte si lascia correre o si toglie la gambetta: insomma, per l’ennesima volta, non trasciniamoci stancamente alla fine. Sarebbe come mettersi al livello di finali di stagione che nessuno vuole rivivere. Per informazioni ulteriori rivolgersi a Guidolin e a Mazzone.Poi è vero anche che stavolta Malesani aveva forse un po’ di emicrania nello stilare la formazione. Ripresenta la difesa a tre, avvicenda i due esterni di centrocampo e mette Paponi al fianco di Di Vaio dal primo minuto. Già è risultato uno schieramento sorprendente all’annuncio: 5 undicesimi cambiati e modulo pure modificato. La realtà ha dimostrato che era pure troppo contro un Napoli di alta classifica. Infatti Buscè e Morleo, i nuovi esterni, hanno fatto pochissimo sulle corsie, Paponi è apparso pressoché inutile per tutto il primo tempo, spaesato e disordinato. Con la retroguardia a tre si sono confuse molte geometrie difensive altrimenti automatiche. Nella prima rete Moras ha tenuto in gioco Mascara e nella seconda Cherubin e Morleo erano a centrocampo e si sono fatti infilare come tordi dal contropiede azzurro. Per non dire di Mudingayi, certo non in gran forma, che ha perso le misure dei suoi abituali movimenti e che non ha reso al meglio. Spesso le distanze tra i reparti erano squilibrate, col gioco non fluido, per i giocatori troppo vicini tra di loro o troppo lontani. Il che ha visto evaporare una qualità del gioco rossoblu che oggi è parsa latitare, vale a dire il palleggio ad occhi chiusi per cercare varchi o lanciare il capitano. Solo Meggiorini nel secondo tempo con sfibranti sgroppate e Della Rocca nel finale hanno ovviato un po’ a questo limite ma i giochi erano ormai fatti. Mentre rimane un piccolo mistero perché la panca del Bologna non abbia cercato qualche rimedio alle scorribande continue di Maggio nella corsia di destra napoletana. Maggio ha fatto tutto ciò che ha voluto da quella parte, una decina di cross perfetti in mezzo tempo, tra cui quello da cui è nato il vantaggio partenopeo. In quei 30-40 metri il Bologna ha sempre ballato molto pericolosamente, ma nessuno ha cambiato alcunché. Forse era destino, viene da pensare, augurandoci che ora il destino abbia girato in un’altra direzione.

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