Il Bologna fa i conti per la prossima stagione


BOLOGNA, 26 MAG. 2011 – Il campionato dei numeri del bilancio al Bologna non finisce mai. Potremmo quasi scommettere che in nessuna altra città di pari categoria sportiva la pratica di inondare con tanta intensità l’opinione pubblica di dati finanziari sia esercitata come sotto le Due Torri. E’ una sorta di vizio di cui sarebbe bene liberarsi perché, a ben vedere, nella nostra realtà, tutto questo serve a rinfacciarsi colpe o ad attribuirsi meriti lasciando per lo più sullo sfondo la concretezza delle scelte o l’analisi più prettamente tecnica. E questo non è bene. D’altra parte proprio mercoledì, per una intera ora, Giovanni Consorte, dominus dei conti rossoblu, ha sfoderato numeri di ogni genere a sostegno e illustrazione della tormentata annata del Bologna. Conclusione: i conti sono in ordine, con la presumibile cifra finale di 5 milioni di passivo al termine della prossima campagna estiva. Lo ripetiamo: Consorte dixit, e Consorte è un uomo d’onore.                Ma invece è realmente terminato il torneo con la squadra a quota 42, stessi punti della scorsa stagione se non si calcolano i tre punti di penalizzazione, un ulteriore tormentone da queste parti. C’è chi si rifiuta decisamente anche solo di vagheggiare che i punti fatti sono stati 45, non ne vogliono sentir parlare. Tant’è la salvezza è arrivata, anche se la macchia di 9 partite con 2 punti fatti è stata ulteriormente ingigantita dalla secca e abbondante sconfitta interna patita contro il Bari ultimo in classifica e da tempo retrocesso. Diciamolo senza perifrasi: la caduta vericale del rendimento collettivo da aprile alla fine è colpa di tutti, sportivi esclusi. Dei giocatori e dell’allenatore che hanno perso spesso anche la faccia in quei 60 giorni. Della società,certo costretta tra tante ambasce,ma che comunque non ha mai dato l’impressione di tenere realmente in mano le redini come si deve.E un po’ pure della stampa complessivamente intesa che non ha sorvegliato abbastanza criticamente l’involuzione così totale e continua del Bologna. E, in ogni modo, spiegazioni attendibili del tracollo non si sono ancora sentite, il che fa propendere per pensare che tutti i protagonisti abbiano avuto un forte deficit di professionalità. A tal proposito, questa rubrica in qualche occasione si è pronunciata duramente su incontri nemmeno “disputati” dai giocatori del Bologna. I quali hanno sempre respinto simili dure critiche e i richiami all’orgoglio e alla dignità non pervenuti .Loro si sono ritenuti sempre superiori, e il caso Baraldi insegna. Ma hanno letto cosa hanno dichiarato Andrea Agnelli e Piero Montali sull’impegno degli juventini e dei romanisti? Altro che frustate e attacchi diretti. Vere e proprie intemerate che non salvano nulla e nessuno. Almeno qualche rossoblu dovrebbe rileggere quei giudizi.               Mai come ora però è necessario guardare avanti. Entra in ruolo tra poco il nuovo tecnico Pierpaolo Bisoli, tutta la squadra dirigenziale è potenziata, Salvatore Bagni è già al lavoro (anche lui da una vita sognava il Bologna, ma guarda!), i conti sono sotto controllo, sostanzialmente in ordine come non mai da 50 anni a questa parte. Mancano solo i giocatori allora. La rosa del Bologna attuale è da sfoltire e da chiarire per i tanti prestiti e le tante comproprietà. E il tempo corre, ci si augura che in breve il telaio della prossima formazione sia disegnato. Vorremmo star lontani dal discorso dei sacrifici da fare o da non fare. Chi può andare e chi no. Occorre invece sempre calcolare la differenza in positivo o meno delle varie mosse. Magari puntando a qualcosa di più del solito 17° o 16° posto. Anzi, questo dovrebbe essere il traguardo: scacciare la maledetta ombra degli ultimi piazzamenti per salvarsi. Gli sportivi poi non chiedono altro. Chissà che con meno tormenti e un tantino di aria nuova non si riesca nell’intento, quattrini e nuovo allenatore permettendo.

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