Il Bologna espugna Firenze


17 GEN. 2010 – Sono state la determinazione e la grinta le armi vincenti del Bologna sceso in campo allo stadio Franchi di Firenze. Dopo tre sconfitte consecutive, il derby dell’Appennino si presentava come una gara decisiva per la compagine rossoblu, che è riuscita a cogliere l’approccio giusto per battere in casa sua una Fiorentina comunque pericolosa. Un successo imprevisto, per 2 gol a 1, che fa morale e permette alla squadra di rincorrere la salvezza con più fiducia nelle proprie capacità.Colomba, finora mai vittorioso in carriera con i viola, ha dato fiducia al nuovo acquisto Gimenez schierandolo a sostegno di Di Vaio: scelte che si sono rivelate azzeccate. Così come l’impiego di Valiani con la maschera protettiva e Casarini. Il Bologna, sostenuto in tribuna dalla presidente Francesca Menarini, è apparso da subito più tonico. Agli emiliani è bastato il primo affondo per superare la non impeccabile difesa avversaria: cross di Di Vaio, palla sfiorata da Felipe e raccolta proprio da Gimenez, che al ventottesimo del primo tempo ha saltato in acrobazia Gobbi e trafitto Frey. L’errore dei viola è non aver saputo reagire, quasi paralizzati dallo choc. Tanto che al 30′ Di Vaio ha sfiorato il raddoppio e al 31′ Banti, che ha deluso tutti (non dirigeva in A da ottobre), ha assegnato un rigore al Bologna per un presunto contatto fra Gamberini e Di Vaio: l’assistente Viazzi ha però annullato – fra le proteste dei rossoblu, che già avevano invocato un penalty per un tocco di mano di Gobbi – la decisione dell’arbitro livornese. Ma più di tutto ha fatto arrabbiare Prandelli il 2-0 subito prima dell’intervallo: Di Vaio ha "bucato" Felipe e superato Frey uscito male, spezzando un digiuno che durava dalla 13esima giornata.Nella ripresa s’é vista un’altra Fiorentina, che ha messo alle corde l’avversario: il gol di Mutu dopo 6′ ha illuso Prandelli, l’arrembaggio tambureggiante ha fatto sperare il pubblico di casa ma prima Viviano, fiesolano e tifoso viola, poi un pizzico di sfortuna hanno fermato gli affondi di Vargas, Mutu, Gilardino, Montolivo, Marchionni. Così stringendo i denti il Bologna, in cui ha debuttato Buscé, alla fine è riuscito a festeggiare un successo che a Firenze non otteneva dal 1989.PARMA-UDINESE 0-0Nel freddo del Tardini, invece, Parma ed Udinese si servono un brodino senza reti che permette comunque ad entrambe le squadre di raccolgiere un punto prezioso per muovere la classifica. Gli emiliani, reduci anch’essi da tre ko consecutivi, non potevano più permettersi passi falsi, soprattutto in casa, e l’Udinese, dopo l’1-1 con la Lazio, poteva forse osare qualcosa di più, anche grazie alla superiorità numerica dalla mezz’ora del primo tempo, ma la giornata no di Di Natale non ha certo aiutato De Biasi. E’ finita così 0-0, primo pari a reti inviolate della gestione Guidolin. Risultato quindi insolito e, forse, inatteso, ma utile in un periodo decisamente poco felice per entrambe le squadre. In più a rendere la gara, tutt’altro che entusiasmante, decisamente indigesta ci si è messo anche il nervosismo con una rissa al 37′ del primo tempo con giocatori e dirigenti ad azzuffarsi in mezzo al campo. L’arbitro Baracani ci ha messo tre minuti per riprendere in mano la situazione e alla fine, nonostante spintoni, mani attorno al collo e colpi proibiti, ha estratto solo due cartellini gialli per Di Natale e Lucarelli. Il Parma, in quel momento della partita, aveva già dato il peggio di sé sbagliando un calcio di rigore e rimanendo in dieci uomini per l’espulsione di Galloppa. Al 24′, per un contatto molto dubbio fra Dzemaili e Zapata, l’arbitro Baracani ha infatti concesso un penalty alla formazione emiliana. Sul dischetto è andato Amoruso, che si è fatto stregare da Handanovic, capace di intercettare il tiro mettendolo sul palo. Per l’attaccante gialloblù è il secondo rigore consecutivo sbagliato, dopo quello avuto a disposizione con il Bologna; uno stop che fa male visto che Amoruso ne aveva siglati, nelle precedenti stagioni, ben tredici di seguito, senza un solo errore.

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