Il Bologna è tornato sulla Terra


BOLOGNA, 21 GEN. 2010 – Per la continuità dei risultati positivi, come la vittoria recente a Firenze, occorre ripassare. Alla luce di Bologna-Atalanta 2-2, infatti, pur non potendo parlare decisamente di passo indietro,è altrettanto vero che sono scomparsi molti presupposti su cui si era accennato ad una svolta in positivo dei rossoblu. La squadra non ha giocato più di mezzora, ha messo a segno un bel 2-0 con due splendide perle di Di Vaio, ma poi è stata inferiore ai bergamaschi per il residuo della gara e, nel postpartita, non pochi commenti vertevano sul fatto che i nerazzurri avrebbero potuto segnare di più con un pizzico di precisione e di fortuna superiore. Il Bologna si è presentato con la stessa formazione di tre giorni fa, salvo Zalayeta al posto di Gimenez. Ma i meccanismi non hanno funzionato stavolta e le cose sono andate in modo assai diverso. Forse anche perché, come aveva affermato Colomba alla vigilia, gli schemi vanno bene ma i risultati li fanno i giocatori. Colomba, del resto, non ha indovinato tutto come in riva all’Arno. Ha chiesto troppo a Casarini, spostato, anzi sballottato qua e là col risultato di una prova inferiore alle precedenti ed al suo reale valore. Non è riuscito, per l’ennesima volta, ad evitare di subire una rete su palla inattiva, un maledetto corner su cui saltano tre rossoblu ma su cui segna di testa un ex, il buon Manfredini. Infine inventa nella seconda metà della ripresa un Moras centrocampista o quasi trequartista, che non ha dato alcun risultato poiché quello non è per niente il ruolo del greco. Si è detto, a cose fatte, che non c’erano alternative. Però con Adailton in panca a mio parere si poteva decidere assai meglio, con ritocchi più razionali e,credo, produttivi. E non si comprende fino in fondo perché partire con Gimenez in panca invece di confermarlo all’inizio, per dare un segno reale di assetto definito e non ondivago. Se ci mettiamo poi che il neo arrivato Buscè, dopo l’esordio a Firenze,è già out per 2/3 settimane ,il castello delle innovazioni per la continuità positiva crolla quasi del tutto e arrivederci alla prossima. Naturalmente in simili circostanze affiorano inevitabilmente i limiti congeniti del Bologna. Poche o nessuna conclusione. Con l’Atalanta due nello specchio, due reti, e tre, molto velleitari, fuori bersaglio. Inesistente l’apporto del centrocampo e della difesa alle iniziative offensive, compresa qua e là qualche rete. Una squadra vera ha bisogno molto anche di questo e il tecnico è chiamato a trovare qualche soluzione in proposito. Marco Di Vaio non può bastare da solo,pure se così bravo ed ammirevole per concentrazione e contributo alla causa comune.In breve una coda di Fiorentina-Bologna. Un tifoso rossoblu pizzicato dalle telecamere dello stadio a sfottere il tifo viola mostrando il sedere nudo è stato colpito dai fulmini del ministro Maroni. La questura di Firenze gli ha comminato un Daspo per due anni, vale a dire divieto di presenziare a gare sportive. Bene, il gesto non era educativo, d’accordo. Ma non sappiamo nulla del genere a proposito delle tante bombe carta di Napoli e Roma ad esempio. Nè delle decine di seggiolini di tribuna bruciati dai vandali juventini all’Olimpico di Torino. In teoria “reati” sportivi peggio di quello commesso dal giovane bolognese. Allora o è esageramente sbagliata la pena inflittagli o qualcuno su altre piazze non fa il proprio dovere. Se ne può sapere di più? E quanto è educativo adottare sempre i due pesi e le due misure? O essere forti coi deboli e deboli coi forti?

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